TRASPORTI. Ferrovie, Antitrust: “Separare chiaramente servizio universale e da quello di mercato”

Nel settore del trasporto ferroviario italiano serve urgentemente una netta distinzione tra il servizio universale, finanziato da Stato e Regioni, e quello lasciato al mercato. E’ quanto ha affermato l’Antitrust in una segnalazione inviata il 1° giugno a Governo, Parlamento e Regioni, in cui si ribadisce, inoltre, "la necessità di utilizzare lo strumento delle gare per l’affidamento di servizio universale, per minimizzare i costi per la collettività e garantire la qualità dell’offerta".

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è mossa anche in seguito a numerose denunce arrivate dagli utenti sul peggioramento del servizio universale in termini di puntualità, di frequente soppressione di alcune corse, di modifiche intervenute nell’orario che non consentono più di soddisfare la domanda dei pendolari esclusivamente con l’offerta dei treni regionali, di aumento dei tempi di percorrenza dei treni regionali per dare la precedenza ai treni più veloci.

L’Antitrust ha messo in luce la seguente realtà. Nel settore ferroviario italiano "esiste un’area di servizio passeggeri a Media e Lunga percorrenza che, pur ricevendo sussidi da parte dello Stato, non risulta precisamente delineata, né con riferimento alla sua ampiezza (quali tipologie di treni include) né con riferimento alle obbligazioni a carico di Trenitalia (ad esempio, in termini di frequenze, fermate e tempi di percorrenza dei treni)".

Questo contesto opaco potrebbe indurre "Trenitalia a segmentare artificiosamente la domanda dei viaggiatori, forzandola all’acquisto di servizi a prezzo libero laddove dovrebbero essere forniti servizi universali". Molti viaggiatori, infatti, hanno denunciato significativi incrementi anche nel costo degli abbonamenti. E’ necessario quindi definire "con chiarezza l’area delle direttrici e dei servizi a contribuzione (esplicitati puntualmente in termini di tipo di treno, capacità, fermate, tempi di percorrenza totali e parziali) sulla base delle esigenze di mobilità ritenute meritevoli di soddisfacimento in relazione alle risorse disponibili".

"Il servizio universale – si legge nella nota dell’Antitrust – dovrà essere messo a gara, affidandolo alle imprese in grado di minimizzare i sussidi e quindi le risorse pubbliche impiegate. I tempi di realizzazione delle gare dovranno essere tali da consentire a tutti i potenziali concorrenti di reperire il materiale rotabile, ad oggi risorsa scarsa e nella quasi totale disponibilità di Trenitalia, ad eccezione di alcune Regioni proprietarie dei treni.

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