TRASPORTI. Finanziamenti Cipe, i commenti di Cittadinanzattiva e Legambiente

Fa discutere lo stanziamento per le infrastrutture deciso oggi dal Cipe. Per Legambiente si tratta di fondi che andranno quasi tutti "per opere faraoniche, assolutamente inutili per rispondere efficacemente alla crisi". L’associazione ambientalista salva però lo stanziamento per l’edilizia scolastica sul quale interviene Cittadinanzattiva, che chiede di garantire l’effettiva disponibilità dei fondi.

"Siamo soddisfatti che si sia proceduto allo sblocco dei fondi del Cipe per la messa in sicurezza degli edifici scolastici nelle zone a rischio sismico. Per un effettivo e celere utilizzo di questi fondi chiediamo che i Comuni interessati possano derogare ai vincoli imposti dal Patto di stabilità per non creare la situazione assurda che, una volta arrivati i soldi per le scuole, come è già accaduto, non si possano spendere": é quanto commenta Adriana Bizzarri, coordinatrice Scuola dell’associazione, in merito alle risorse stanziate dal Cipe per la sicurezza delle scuole. Cittadinanzattiva chiede inoltre di poter entrare nei gruppi regionali previsti dal nuovo Piano per l’edilizia scolastica, di rilanciare le attività dell’Osservatorio competente e annuncia di volersi costituire parte civile in un eventuale processo per il crollo nel liceo Darwin di Rivoli.

Legambiente sottolinea invece che non c’è "nulla per le opere più piccole, necessarie e rapidamente cantierabili" mentre arrivano "soldi a pioggia per opere faraoniche e inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina e nuove autostrade". Di conseguenza, le opere approvate dal Cipe "non servono all’Italia per uscire dalla crisi e non possono rispondere efficacemente alle richieste di mobilità del Paese".

"Con le risorse stanziate dal Governo – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale dell’associazione – non si aprirà nessun cantiere se non per pura propaganda, perché per il Ponte il piano finanziario che doveva garantire le risorse private è ancora tutto da scrivere e sperare in risorse private in un periodo di crisi delle banche è quantomeno improbabile". La scelta del Ponte, commentano gli ambientalisti, impedirà di fare tutte le opere in attesa di finanziamenti come il raddoppio della ferrovia Palermo-Messina e quello della Jonica, l’Alta Velocità Napoli-Bari, l’acquisto di treni per uscire da "un medioevo ferroviario" fatto di convogli vecchi e linee a binario unico. Commento positivo solo per il finanziamento per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli edifici.

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