TRASPORTI. Frana Montaguto, Confconsumatori Puglia diffida pubbliche amministrazioni

La Confconsumatori Puglia venerdì scorso ha inviato la diffida preventiva alle Amministrazioni pubbliche ed ai concessionari, prodromica all’avvio del procedimento di class action pubblica. L’azione ha ad oggetto la frana di Montaguto che, oltre a cagionare gravi disagi alle popolazioni dei Comuni interessati, ha altresì reso assai più difficoltosi i collegamenti della rete ferroviaria Lecce – Roma, nonché dei collegamenti della Strada Statale 90. Nella diffida si legge, infatti, che "a causa del movimento franoso verificatosi nella zona di Montaguto (Av.), con un provvedimento cautelativo chiesto dalla Prefettura di Avellino, per il progressivo avvicinamento del suddetto ai binari della linea ferroviaria Foggia – Napoli, è stata interrotta la circolazione lungo il tratto Benevento – Foggia e sono stati attivati i servizi sostitutivi con autobus, con aumento dei tempi di viaggio tra i 60 e i 90 minuti".

L’azione è finalizzata a sollecitare condotte efficienti da parte delle P.A. interessate e dei concessionari RFI S.p.A. ed Anas per ottenere:
1) la messa in sicurezza le zone a rischio sopradette, attraverso un utilizzo più appropriato delle risorse pubbliche a disposizione, che non si traduca in uno spreco inutile e, per giunta, non risolutivo, al fine di evitare il prodursi di ulteriori danni oltre quelli già verificatisi, realizzando interventi strutturali per il contenimento della frana e l’attenuazione degli effetti sul territorio;
2) il ripristino dei collegamenti ferroviari soppressi e, nelle more, garantire agevolazioni tariffarie agli utenti della linea ferroviaria Lecce – Napoli – Roma, in ragione del disagio sofferto;
3) il ripristino dell’integrità della viabilità della Strada Statale 90 delle Puglie.

"In mancanza, Vi preannunciamo, fin da adesso, che ci riserviamo di promuove la class action pubblica, secondo quanto previsto dal DLgs. 20/12/2009, n. 198 e dalla recente Direttiva del Ministero della Funzione Pubblica n.4/2010, del 25 febbraio 2010; con riserva altresì di ulteriori e successive azioni, civili e penali, davanti all’Autorità Giudiziaria, sia per ottenere risarcimento danni e rimborsi, in favore delle famiglie che vivono nei Comuni interessati dalla frana e di tutti coloro che hanno subito e subiscono, quotidianamente, disagi in conseguenza dell’interruzione suddetta del traffico viario e ferroviario; sia per far chiarezza in merito all’intera vicenda, che si protrae dal 2006, quando venne dichiarato, per la prima volta, lo stato d’emergenza, senza che da allora, nulla si sia fatto per impedire l’attuale disastro, nonostante lo sperpero di svariati milioni di euro, stanziati, a tal fine, dallo Stato." Conclude la diffida.

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