TRASPORTI. Genova concede alle moto il transito sulle corsie gialle. Protesta di MDC

La città di Genova è da tempo in mobilitazione per l’ordinanza del Sindaco (n.438 del 19/05/2010) che concede a motociclisti di transitare sulle corsie gialle riservate ai servizi pubblici. A guidare la protesta contro questa "concessione" è il Movimento Difesa del Cittadino di Genova che sottolinea come queste corsie siano destinate a velocizzare non solo i trasporti pubblici, ma anche le ambulanze, i Vigili Urbani, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, nonché i taxi, i servizi sociali, le auto per i diversamente abili ed altri servizi per tutti. L’ordinanza del Sindaco, invece, non fa altro che incentivare l’acquisto e l’uso delle moto in città, al posto del trasporto pubblico.

"Le conseguenze di questa decisione – ha spiegato il Presidente di MDC Liguria, Vittorio Bigliazzi, interpellato da Help Consumatori – non sono soltanto per gli autobus o per i taxi, ma per tutte le emergenze, le ambulanze e le polizie. La città di Genova ha già una presenza abnorme di ciclomotori perché, per 50 anni, non si è mai voluto risolvere i problemi del traffico in superficie, ma si è fatta una linea metropolitana di pochissimi chilometri che è costata tantissimo e non avrà una sufficiente presenza di utenti. Io quindi considero i motociclisti delle vittime di un malgoverno di anni. E poi c’è il problema dei costi e della sicurezza; in merito ho già chiesto all’Assessore alla Salute, Claudio Montaldo, quali sono stati i costi degli ultimi 10 anni degli incidenti stradali, quanti sono stati i feriti e i ricoveri in ospedale". Bigliazzi ha denunciato, inoltre, i tagli al servizio del trasporto pubblico e l’aumento delle tariffe, ipotizzando "un appoggio dell’amministrazione alla lobby dei motociclisti, a fini elettorali".

Cosa pensate di fare?

"Intanto stiamo facendo volantinaggio agli autisti degli autobus, ai tassisti e poi impugneremo il Codice della strada perché si applichino le leggi. Quest’ordinanza, infatti, crea anche una discriminazione tra i diversi utenti della strada e impone ai veicoli pubblici il limite di velocità dei ciclomotori, alcuni dei quali non vanno oltre i 45 Km/h. Questo può creare una situazione di intralcio, che diventa pericolosa per i veicoli di soccorso, in caso di emergenza. Noi – ha concluso Bigliazzi – abbiamo già lanciato un appello, a favore del servizio pubblico, agli ambientalisti, ai sindacalisti, ai ciclisti eccetera, ma son spariti tutti. Noi continuiamo la battaglia".

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