TRASPORTI. Il piano Alitalia esclude la Puglia. Intervista a Luigi Mariano (MDC Puglia)

"L’Alitalia a quanto pare risorgerà come l’araba fenice, ma le sue ceneri verranno sparse sulle piste degli aeroporti di Bari e di Brindisi, accrescendo la nostra insopportabile condizione di isolamento". Iniziava così un comunicato scritto qualche giorno fa dal Movimento Difesa del Cittadino Puglia a proposito del piano di recupero di Alitalia. "Non c’è molto tempo a disposizione per agire – si legge nel comunicato che invita a non "restare a guardare impotenti" che gli aeroporti di Bari e Brindisi vengano "declassati e non facciano parte del gruppo di aeroporti base come Milano, Roma, Napoli, Catania, Torino e Venezia". MDC Puglia denuncia il fatto che i politici, su questa questione, si stiano dividendo, rischiando così di non riuscire a difendere lo sviluppo dell’aeroportualità pugliese.

Help Consumatori ne parla con Luigi Mariano, responsabile della sede regionale Puglia di MDC.

Quali sarebbero le conseguenze più gravi del piano Alitalia sugli aeroporti pugliesi?

Per iniziare vorrei sottolineare che noi non siamo contrari, in linea di principio, al salvataggio di Alitalia, né al Cai di Colaninno. Abbiamo però timore di alcune cose. Fino a poco tempo fa, circa un anno, Alitalia aveva alcune tratte in esclusiva e c’erano dei prezzi altissimi; in pratica per volare da Brindisi a Roma si pagava per un biglietto di andata e ritorno circa 500-600 euro. Alitalia manteneva gli slot (gli orari di partenza) bloccati, anche se non gli utilizzava, e non potevano essere assegnati ad altri. Ad un certo punto alcuni slot sono stati assegnati ad AirOne e di conseguenza sono crollati i prezzi, arrivando a costare, sia i biglietti di AirOne sia quelli di Alitalia, anche 200 euro. Cioè una semplice possibilità di volare con un’altra compagnia sulla linea Roma-Brindisi, ad orari accessibili, ha fatto crollare i prezzi. Ora, questa nuova compagnia prevede la fusione tra Alitalia ed AirOne e si ritorna alla situazione di prima, in cui la concorrenza è assente. Noi abbiamo paura che diminuiscano il numero dei voli e aumentino di nuovo i prezzi.

Se gli aeroporti di Bari e Brindisi fossero inseriti nel gruppo degli aeroporti di base il problema si sentirebbe di meno?

Certamente ci sarebbero più collegamenti; infatti quello che si teme è che tutti i collegamenti dal meridione dovranno transitare per uno dei 6 aeroporti di base che sono Milano, Torino, Venezia, Roma, Napoli e Catania. Noi temiamo essenzialmente 2 cose: l’aumento dei prezzi e la riduzione dei voli. In puglia c’è già qualcuno che sta iniziando a chiamare Alitalia Alipadania, denunciando il fatto che la Puglia resta a terra. E noi siamo dispiaciuti del fatto che non si riesca a creare una sinergia tra tutte le forze politiche. Quando c’era un problema su Malpensa tutti i lombardi si sono coagulati per difendere il loro territorio. Qui invece vediamo che l’opposizione attacca questo piano, la maggioranza lo difende, però non si creano le sinergie per agire. Noi notiamo che i nostri rappresentanti, di maggioranza e opposizione, stanno facendo solo propaganda, chi a favore e chi contro, anziché discutere insieme di come tutelare l’aeroportualità pugliese. Non garantendo i voli ci condanniamo all’isolamento, danneggiando così anche il turismo che, nel caso della Puglia è una grande risorsa per il territorio. Noi diciamo che il piano Alitalia non è sbagliato completamente; noi vogliamo che le forze del nostro territorio si uniscano, come fanno in Lombardia, per non creare carenze gravissime.

E voi come MDC cosa pensate di fare per contrastare questa situazione?

Noi staremo a vedere e nel frattempo abbiamo valutato l’opportunità di esercitare manifestazioni eclatanti per attirare l’attenzione. Una soluzione potrebbe essere quella di liberare altri slot per permettere ad altre compagnie di inserirsi nel mercato ed offrire altre alternative. Abbiamo già lanciato dei messaggi, ma stiamo ancora vedendo maggioranza e opposizione che difendono o attaccano il piano, senza alcuna volontà di aprire un dialogo per l’interesse dei consumatori. Non è bello che mentre i politici litigano i cittadini devono vedersela da soli.

a cura di Antonella Giordano

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