TRASPORTI. Interrogazione all’Europarlamento su scorte carburante di Ryanair

BRUXELLES. Anche l’Europarlamento vuole vederci chiaro nella questione del taglio delle scorte di carburante che avrebbe messo in atto la compagnia irlandese Ryanair. Umberto Guidoni, europarlamentare Pdci, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere se la decisione di ridurre le scorte di carburante non rappresenti un pericolo per i passeggeri e i dipendenti. "La sicurezza dei voli – ha commentato – non può essere secondaria alle esigenze economiche di Ryanair. Se le notizie riportate dal Sunday Times fossero veritiere, è necessario che la Commissione europea smentisca le preoccupazioni manifestate dai piloti e assicuri che la sicurezza sia prioritaria rispetto all’esigenza di ridurre i costi operativi".

Il Sunday Times dello scorso 31 agosto ha denunciato la preoccupazione dei piloti della Ryanair riguardo alla decisione della compagnia aerea di ridurre le scorte di carburante dei propri mezzi.

Le norme in vigore in Europa (Regolamento CE N. 8/2008 della Commissione dell’11 dicembre 2007 – OPS 1.255) stabiliscono che gli aerei devono viaggiare con a bordo una quantità di carburante superiore a quello strettamente necessario per la rotta prevista. I comandanti, in quanto responsabili dei velivoli e della sicurezza dei passeggeri, hanno però l’autonomia di chiedere un rifornimento addizionale per far fronte a condizioni particolari lungo la rotta (venti forti in senso contrario, situazioni meteo che richiedano di atterrare su altri aeroporti, etc.).

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione

I piloti di Ryanair giudicano "folle" una tale strategia di contenimento della spesa energetica ed altamente rischiosa in termini di sicurezza dei voli.

Secondo il Sunday Times, la Ryanair ha informato i suoi piloti che la richiesta aggiuntiva di carburante deve diventare "l’eccezione". Di norma saranno forniti agli aerei impegnati sulle tratte europee non più di 300 chili extra di carburante (pari a una spesa massima di circa 220 euro), con cui un Boeing 737 come quelli della flotta Ryanair può volare per soli 5 minuti. Alcuni piloti hanno denunciato che la compagnia irlandese ha cominciato a mandare «lettere di avvertimento» (utilizzabili per future azioni disciplinari) a quanti domandano una dose extra di carburante non motivata.

Oltre a smentire le accuse, il portavoce della compagnia low-cost sostiene che negli ultimi tre anni solo un aereo della compagnia si è trovato in difficoltà per scarsità di carburante, mentre, dati alla mano, il settimanale riporta che il numero degli atterraggi di emergenza nei cieli britannici dovuti all’insufficienza di carburanti è raddoppiato in cinque anni: l’anno scorso ce ne sono stati 27, contro gli 11 del 2003.

Alla luce di quanto sopra, non ritiene la Commissione di dover indagare se la Ryanair e le altre compagnie low-cost rispettino, nello spirito, le norme preposte a garantire la sicurezza dei passeggeri, nonché la professionalità dei propri dipendenti? In quale modo la Commissione intende intervenire per assicurare che la sicurezza dei voli sia prioritaria rispetto all’esigenza di ridurre i costi operativi?

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