TRASPORTI. Le proposte del Coordinamento delle Regioni del Sud

Si è riunito, ieri, il Coordinamento dei Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno. Nel documento redatto viene descritta la situazione attuale e vengono individuate, in 5 proposte, le strategie di intervento per superare le differenze fra Sud e Nord del Paese. Oltre al divario nei servizi di trasporto e al deficit infrastrutturale, emerso anche dalle precedenti dichiarazioni del presidente della Regione, Vito De Filippo, e dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Francesco Mollica, il Coordinamento ha messo in rilievo il calo degli investimenti e la scarsa qualità dei progetti accanto alla lentezza nella realizzazione delle opere.

"Negli ultimi anni – è scritto nel documento – si registra, per le Regioni del Mezzogiorno, un notevole calo degli investimenti in opere pubbliche e un contemporaneo aumento per quelle del CentroNord (- 20 percento del Sud nel 2004 rispetto al 1995, contro un + 51 percento del CentroNord per lo stesso periodo). Stessa situazione per quanto riguarda l’attuazione della Legge Obiettivo sulle grandi opere. I finanziamenti del Cipe al Sud a tutto il 2004 rappresentano infatti appena il 34,8 percento sul totale nazionale".

Inoltre, "su 166 progetti esaminati dalla Commissione per la Valutazione d’impatto ambientale ricadenti in aree del mezzogiorno, ben 66 sono stati considerati improcedibili. Gli ultimi decenni, inoltre, hanno visto una grande inefficienza e lentezza nei processi di progettazione e di realizzazione di nuove opere nelle aree del Mezzogiorno".

Il coordinamento dei Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno ha anche tracciato le strategie d’intervento per ridurre il gap dei servizi e delle infrastrutture di trasporto articolandole in cinque azioni. Cinque le proposte. Innanzitutto "sono necessari più collegamenti tra le città del Sud e il rilancio del trasporto pubblico locale; si lavorerà cioè a migliorare le connessioni interne al Mezzogiorno, con l’obiettivo di costruire una rete di servizi tra le varie città e le relative aree per assicurare ogni forma di scambio commerciale, culturale, turistico e per creare un mercato autonomo nel Mezzogiorno d’Italia".

Una seconda azione riguarderà "l’implementazione di un maggior numero di collegamenti con il Mediterraneo e lo sviluppo della logistica: in vista della zona di libero scambio del 2010 e della crescita dei traffici con il Far – East (Cina e India su tutti), dovrà essere sfruttata e sviluppata la posizione centrale del Sud nel Mediterraneo, con nuovi collegamenti diretti marittimi e aerei tra il Mezzogiorno ed i Paesi che si affacciano su questo mare e la creazione di un sistema di integrato di porti, interporti e aeroporti".

La terza proposta va ad agire invece "sull’individuazione di interventi infrastrutturali prioritari e sull’aumento della velocità di realizzazione delle opere: per evitare uno spreco e una dispersione delle poche risorse disponibili e garantire la conclusione delle opere avviate nei tempi programmati, il coordinamento delle Regioni partirà da una riprogrammazione chiara e concordata delle infrastrutture da realizzare individuando gli interventi "prioritari" di prima fase (da contemplare e attivare entro nel prossimo decennio) e di seconda fase (per i quali occorre invece accelerare la fase programmatoria e progettuale su cui far convergere i finanziamenti".

Proposta, inoltre, l’istituzione del Fondo Unico per le opere del Sud, dell’Agenzia tecnica di coordinamento e del Comitato di indirizzo. "Il Fondo Unico avrà natura "segregata" (ossia vincolata) presso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che finanzi gli interventi individuati come prioritari nel Mezzogiorno e in cui dovrebbero confluire tutte le risorse che di voltag in volta si rendessero disponibili".

Infine una quinta misura riguarderà il sostegno all’innovazione tecnologica e alla politica industriale dei Trasporti. Il Coordinamento dei presidenti delle Regioni del Mezzogiorno ha proposto cioè di "destinare una quota non inferiore al 35 per cento dei finanziamenti per la ricerca a sostegno dei progetti relativi all’applicazione di nuove tecnologie nei trasporti, grazie alle quali si potranno ottenere nuovi risultati positivi in termini di una maggiore efficienza globale, e un effetto moltiplicativo sugli investimenti in infrastrutture e in molti casi un effetto sostitutivo rispetto a nuove costruzioni".

 

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