TRASPORTI. Legambiente e pendolari, oggi il sit in contro la “Finanziaria ammazza treni”

Legambiente e i pendolari hanno oggi protestato sotto la pioggia davanti Montecitorio per dire no a una "Finanziaria ammazza treni". I 1.000 nuovi treni pendolari che erano stati previsti nel piano industriale delle Ferrovie dello Stato approvato dal Governo ora non hanno copertura economica. E adesso salta fuori anche l’ammanco di 425 milioni di euro per i contratti di servizio delle Regioni. Il che significa un taglio netto del 25% rispetto a quanto previsto per il 2008, come dire 1 treno in meno ogni 4. E proprio sulle linee pendolari più calde", spiega Roberto Della Seta, presidente nazionale dell’associazione.

Legambiente fa sapere che le ipotesi che circolano in casa FS sono un aumento consistente del prezzo dei biglietti (15-20% l’anno per tre anni), oppure un taglio di convogli spalmato nelle diverse città interessate dal servizio regionale e metropolitano. Un taglio che potrebbe rigurdare le linee più trafficate, come la Varese-Milano, Torino-Novara, Genova-Savona, Bologna-Verona, Roma-Ciampino, Bari-Barletta, Palermo-Messina.

Ripristinare la copertura economica ai 1.000 treni e per ristabilire un ordine di priorità per gli investimenti nei trasporti. Questa la richiesta di Legambiente al Parlamento "perché non ha alcun senso investire nelle autostrade e abbandonare a se stesso il trasporto pendolare ferroviario gestito dalle Regioni con i Contratti di servizio. Rivedere queste scelte ha tanto più senso perché il bacino della domanda pendolare è 10 volte superiore a quello che ogni giorno si sposta sui treni a percorrenza nazionale (2 milioni contro 200mila circa) e perché il trasporto locale su ferro contribuisce alla riduzione di traffico e smog nelle aree metropolitane italiane".

Su www.legambiente.eu è possibile firmare la petizione indirizzata a Prodi e ai Ministri Letta, Bianchi e Pecoraro Scanio.

Comments are closed.