TRASPORTI. Lombardia, maxi riforma tpl senza l’accordo dei pendolari

Più servizi, più qualità, maggior integrazione modale e tariffaria, informazione all’utenza e rinnovo del parco treni e bus. Sono questi gli obiettivi della maxi-riforma del trasporto pubblico locale (Tpl) in Lombardia che raccoglie un sì quasi unanime da parte di Regione, Province, Comuni capoluogo, Anci Lombardia, associazione e imprese del tpl, imprese ferroviarie, gestioni delle infrastrutture ferroviarie, sindacati confederali e di categoria.

La sola eccezione: alcune associazioni di consumatori e utenti e soprattutto i Comitati dei pendolari che per ora non firmano il patto perché, come spiega il portavoce dei Comitati dei viaggiatori Giorgio Dahò, "vi sono molti elementi positivi, ma non possiamo sottoscrivere un documento che mentre ci chiede di avallare meccanismi automatici di adeguamento delle tariffe, non offre sufficienti garanzie per soddisfare le legittime aspirazioni dei pendolari".

Alla base dell’accordo, frutto di un lungo confronto avviato un anno fa attraverso il Tavolo del Tpl, la consapevolezza che oggi il trasporto locale non risponde in modo adeguato alle esigenze di mobilità dei cittadini e inoltre il grave stato di crisi è dovuto, tra l’altro, alla scarsità di risorse.

Ed è proprio alla scarsità di risorse che la Regione risponde mettendo sul piatto 120 milioni di euro per il rinnovo del parco autobus, 30 milioni per nuovi treni e 189 milioni che, entro il 2015, andranno a finanziare lo sviluppo di nuovi servizi per le linee ferroviarie suburbane e regionali.



L’aspetto più innovativo del Patto riguarda la politica tariffaria, basata essenzialmente sul principio meritocratico: gli adeguamenti saranno legati non solo al recupero dell’inflazione (nella misura del 75% dell’indice Istat) ma soprattutto all’effettivo miglioramento della qualità del servizio, che sarà misurato scientificamente grazie all’utilizzo di un algoritmo matematico da calcolare su indicatori ben definiti (puntualità, velocità commerciale, frequenza, età media dei mezzi, regolarità, sicurezza, qualità percepita e soddisfazione degli utenti).


Per raggiungere il maxi-accordo, i firmatari – ad eccezione dei Comitati dei pendolari, di Federconsumatori e Acu (associazione consumatori utenti) – hanno detto sì anche a un aumento del prezzo dei biglietti legato però alla qualità del servizio.

Il patto, composto da 20 punti, è diviso in due parti. La prima riguarda la distribuzione dei fondi (in particolare gli 88 milioni di euro in più concessi con la Finanziaria dell’anno scorso che andranno alle aziende). La seconda, invece, contiene tutte la riforma vera e propria che sarà poi inserita in una legge regionale.

Fra le novità maggiori c’è la divisione della Regione in sette bacini di competenza che non sarà più provinciale in alcuni casi. Un bacino, infatti, include Varese e Como, un altro Cremona e Mantova, un altro ancora Milano e la Brianza, un quarto Lodi e Pavia, un quinto Sondrio e Lecco mentre non cambieranno Brescia e Bergamo. A capo di ogni bacino ci sarà un’agenzia con il compito fra l’altro di programmare il servizio (evitando sovrapposizioni, cercando di armonizzare gli orari e lavorando per l’integrazione tariffaria).

"Il Patto firmato oggi, da tutte le Province, i Comuni, le imprese, i sindacati e le associazioni degli utenti dimostra la preoccupazione di tutti gli attori coinvolti per trovare cure immediate alla situazione del Trasporto Pubblico Locale, che oggi è un malato molto grave", ha commentato Paolo Matteucci, assessore provinciale alla Viabilità, mobilità e Trasporti.

"Abbiamo posto le condizioni minime per evitare il collasso del sistema, individuando le risorse per il breve e medio periodo e ponendo le basi per un miglioramento strutturale in prospettiva – ha continuato Matteucci -. Restano forti criticità proprio riguardo ai finanziamenti – visto che dopo quelli stanziati dal Governo Prodi pare che l’attuale Esecutivo non abbia disponibilità – e, nell’immediato, per la questione degli orari di Trenitalia".
L’assessore ha concluso sottolineando però gli aspetti qualificanti del Patto: "In prospettiva si avrà un progressivo miglioramento dei trasporti, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, con la realizzazione, finalmente, dell’integrazione tariffaria e con l’aumento del numero di mezzi e il potenziamento dei servizi offerti".

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