TRASPORTI. Manovra, domani consumatori e sindacati liguri in piazza contro tagli a servizi pubblici

Una coccarda bianco-rossa al petto con i colori di Genova e della Liguria per protestare contro i tagli imposti dalla manovra anticrisi ai bilanci della Regione e degli enti locali. Sarà questo il segno distintivo della manifestazione, che si terrà domani alle 10 sotto la Prefettura del capoluogo ligure e che è stata voluta dall’ANCI Ligure, dalle Province, dalla Regione, da dodici associazioni di consumatori (da Assoutenti a Cittadinanzattiva, passando per il Movimento Difesa del Cittadino) e da cinque sigle sindacali (Faisa-Cisal, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti).

Secondo i promotori di quella che viene proposta come una vera e propria giornata di mobilitazione, la Liguria rischia di essere infatti una della Regioni più colpite dalla nuova finanziaria soprattutto nei trasporti, settore molto delicato per un territorio dall’orografia difficile. A rischio sono ben 30 milioni di euro di finanziamenti al trasporto pubblico locale il cui taglio potrebbe comportare solo a Genova una riduzione dei servizi TPL del 20% e 300 autisti di autobus in esubero. "Questa è solo la prima iniziativa contro una manovra economica che non solo mette a rischio moltissimi posti di lavoro ma si ripercuoterà anche sui cittadini in quanto utenti finali – spiega Andrea Gatto del sindacato Faisa-Cisal – se non dovesse sortire alcun effetto siamo pronti a ricorrere anche allo sciopero". "Il nostro è un territorio che ha già delle carenze dal punto di vista dei trasporti – aggiunge Stefano Salvetti, presidente regionale Adiconsum – questo è un vero tsunami". E conclude Emanuele Guastavino per l’Adoc: "E’ dal 2007 che vengono tagliate le risorse agli enti locali: ormai l’efficientamento è stato fatto, ulteriori tagli non sono sostenibili".

In appoggio alla manifestazione, che è aperta all’intera cittadinanza, il Comitato Pendolari Liguria ha annunciato, sempre per domani ma alle 9, un’assemblea pubblica alla stazione ferroviaria di Brignole. Per tutti la richiesta è quella di un’inversione di rotta nella manovra affinché – chiedono gli organizzatori -, in applicazione di un vero federalismo fiscale, le risorse vengano reperite con più equità e i sacrifici siano distribuiti in base al reddito di ognuno.

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