TRASPORTI. Manovra taglia fondi, Federconsumatori: “I treni sono diventati carri bestiame”

Il trasporto ferroviario ormai è a livello di "carro bestiame". I tagli previsti dalla manovra al trasporto pubblico e dunque a quello pendolare ha ripercussioni sempre più gravi sui lavoratori. E Trenitalia, da parte sua, privilegia gli investimenti redditizi sull’alta velocità. È l’atto accusa di Federconsumatori, che denuncia lo stato di impoverimento generale del trasporto pubblico causato dai tagli previsti dalla manovra correttiva. "A Napoli, Roma, Milano, Terni ed in moltissime altre città la situazione è diventata insostenibile – denuncia l’associazione – I tagli dei treni regionali stanno colpendo i lavoratori e, naturalmente, i treni rimasti a disposizione sono dei veri e propri carri bestiame".

Le ripercussioni dei recenti provvedimenti su trasporto ferroviario sono una delle note dolenti denunciate da più parti. Legambiente ha evidenziato che le manovre degli ultimi due anni hanno tagliato il 75% delle risorse al trasporto ferroviario regionale. Di questo passo, diventa a rischio l’intero trasporto locale e in particolare i treni pendolari. Nel 2012, il totale dei tagli – hanno stimato gli ambientalisti – ammonterà a oltre 1 miliardo 300 milioni di euro.

"Il primo responsabile di questa situazione – afferma Federconsumatori – naturalmente è il Governo, quindi le Regioni, la stragrande maggioranza delle quali non investe una lira nel trasporto ferroviario, e poi Trenitalia che merita un discorso a parte. Questa compagnia – prosegue l’associazione – privilegiai treni ad alta velocità, attraverso i quali riesce a fare utili con tariffe che cominciano ad essere addirittura maggiori di quelle del trasporto aereo, e sta abbandonando a se stessi i treni dei pendolari e quelli a lunga percorrenza". La maggior parte dei pendolari che usano il treno viaggia su carrozze lente, sporche e sovraffollate.

Si prepara dunque la mobilitazione. A cominciare da Federconsumatori di Napoli, laddove ci siano disservizi nei trasporti ferroviari l’associazione sta dunque avviando manifestazioni insieme ai pendolari ed azioni inibitorie contro l’azienda responsabile del trasporto. "Con tali azioni la Federconsumatori intima all’azienda ferroviaria di ripristinare i servizi aboliti e, ove entro 15 giorni non vi fosse una risposta positiva, si rivolgerà al giudice o al tribunale amministrativo nel caso la proprietà fosse pubblica, affinché ordini la cessazione del comportamento illegittimo ed il ripristino dei servizi aboliti".

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