TRASPORTI. Mercato ferroviario europeo, Commissione deferisce 10 Stati membri

La Commissione europea ha deciso in data odierna di avviare una procedura di infrazione contro dieci Stati membri che non hanno ancora notificato le misure nazionali necessarie per recepire le due direttive fondamentali del cosiddetto "secondo pacchetto ferroviario". L’obiettivo delle direttive è garantire livelli elevati di sicurezza e interoperabilità per le operazioni di trasporto ferroviario in tutta l’Europa. Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti, ha dichiarato: "Disporre di un certo livello di armonizzazione dei requisiti tecnici e di sicurezza è essenziale per porre le basi di una concorrenza equa necessarie per il corretto funzionamento del mercato ferroviario interno. Ora è fondamentale che gli Stati membri realizzino tutte le condizioni necessarie per lo sviluppo di un mercato del trasporto ferroviario equo, liberalizzato e sicuro".

I 10 Stati membri che non hanno notificato alla Commissione il recepimento, entro il 30 aprrile 2006, delle due direttive (2004/49 e 2004/50) sono la Germania, la Grecia, la Spagna, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Svezia, la Slovenia e la Repubblica slovacca.

La direttiva 2004/49/CE sulla sicurezza delle ferrovie, che intende rafforzare la sicurezza delle ferrovie assicurando la piena trasparenza delle procedure di sicurezza in vigore, stabilisce una procedura per il rilascio di certificati di sicurezza, che ogni impresa ferroviaria deve ottenere prima di poter operare treni sulla rete europea. L’obiettivo è portare gradualmente i sistemi nazionali di sicurezza ai massimi livelli comuni europei, stabiliti dalla Commissione dopo i necessari lavori preparatori svolti a livello tecnico insieme all’Agenzia ferroviaria europea. La direttiva impone inoltre agli Stati membri di istituire un’autorità indipendente preposta alla sicurezza e un organismo investigativo per gli incidenti nel trasporto ferroviario.

La direttiva 2004/50/CE aggiorna la legislazione in vigore sull’interoperabilità tecnica, necessaria per operare servizi transfrontalieri e ridurre i costi del materiale rotabile sulla rete ad alta velocità. Grazie alla direttiva, i metodi di lavoro possono essere modificati per consentire progressi più rapidi anche sulla rete convenzionale. Dal punto di vista geografico, l’interoperabilità sarà estesa all’intera rete ferroviaria liberalizzata dell’Unione europea.

La Commissione esaminerà poi separatamente se la legislazione nazionale di attuazione del secondo pacchetto ferroviario è conforme alla regolamentazione europea e se la recepisce pienamente.

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