TRASPORTI. Ministro limita sciopero, autotrasportatori rifiutano precettazione

Il Ministero dei Trasporti , Alessandro Bianchi, ha emanato ieri sera un’apposita ordinanza per la limitazione temporale dello sciopero degli autotrasportatori proclamato dalle Associazioni CNA FITA e Confartigianato Trasporti dalle ore 00.00 del giorno 10 dicembre alle ore 24.00 del giorno 14 dicembre. Il Ministro ha limitato l’agitazione alle ore 23.59 del giorno 11 dicembre. Dunque da questa mattina dovrebbe già essere ritornata la normalità ma gli organizzatori hanno rifiutato la precettazione continuando nella loro protesta. Il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, ha precisato, infatti, che, nonostante la precettazione, il fermo dei Tir va avanti. Secondo il Presidente la precettazione "non rispetta la procedura e non vale nulla nei confronti delle associazioni". L’ordinanza nei confronti degli operatori – ha aggiunto – deve essere notificata ai singoli, i quali se dicono che non stanno facendo il blocco e che la situazione oggettiva impedisce loro di muoversi, non sono precettabili.

Il provvedimento ministeriale si è reso necessarioa seguito della gravissima criticità della circolazione su molte arterie della rete stradale e autostradale, che ha determinato la concreta possibilità che venga pregiudicata la distribuzione dei beni essenziali in quanto volti a soddisfare i diritti fondamentali dei cittadini.

L’ordinanza è stata notificata alle segreteria nazionali delle organizzazioni che hanno proclamato il fermo e alle aziende erogatrici dei servizi, alle quali viene fatto obbligo di portarlo a conoscenza dei lavoratori nonché del pubblico attraverso gli organi di informazione.

Il mancato rispetto dei contenuti dell’ordinanza comporta le seguenti conseguenze:

a) sanzione amministrativa fino a circa € 500 al giorno a carico di singoli imprenditori e fino a € 25.000 al giorno a carico delle associazioni;

b) sanzione disciplinare per violazione del codice di autoregolamentazione consistente nella sospensione dall’iscrizione all’Albo fino a sei mesi e, in caso di reiterazione, la revoca dell’iscrizione;

c) reclusione sino a 4 anni e arresto facoltativo nel caso in cui il comportamento concretizzi la fattispecie criminosa di cui all’articolo 610 del Codice Penale (violenza privata, come ad esempio impedire l’accesso ad un casello autostradale o ad un porto).

Comments are closed.