TRASPORTI. Nuovo orario Trenitalia, Adiconsum: “No alla tassa sulle prenotazioni obbligatorie”

Il 14 giugno è partito il nuovo orario di Trenitalia e insieme a questa novità ce n’è un’altra che non piace molto ai Consumatori. Stiamo parlando del passaggio dal "biglietto aperto" al biglietto con obbligo di prenotazione su tutti i treni a media e lunga percorrenza (Espressi, Intercity Notte e Intercity, categoria che assorbirà anche gli attuali Intercity Plus). "Adiconsum dice no alle decisioni unilaterali fatte da Trenitalia e che penalizzano i passeggeri con ulteriori aumenti del prezzo del biglietto e che, accanto ad artifici promozionali limitati nel tempo, introducono ulteriori balzelli sul prezzo".

E’ quanto dichiara Paolo Landi, Segretario generale di Adiconsum, denunciando come "Trenitalia per l’ennesima volta colpisca le tasche dei consumatori": "Nonostante un aumento del 20% sul prezzo del biglietto nel 2008, Trenitalia – con decorrenza dal 14 giugno u.s. – ha deciso unilateralmente un ulteriore aumento del 10% dei prezzi di corsa semplice sui treni ES* City su tutte le tratte servite (RM-TO, MI-VE, MI-TO-BA-LE). Tutto ciò operando in controtendenza con i tassi di inflazione registrati e previsti per quest’anno e per l’anno successivo".

"Ma ciò non basta – aggiunge Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum – si abolisce, giustamente, l’obliterazione dei biglietti, ma al contempo si impone un ulteriore sovraprezzo di 1-2 euro a tratta (secondo la distanza coperta), come costo aggiuntivo per la prenotazione che diventa obbligatoria".

Secondo Adiconsum "si tratta di costi aggiuntivi mascherati a fronte di forti risparmi acclarati, come il costo delle obliteratrici e la loro manutenzione; ma si tratta anche di costi indotti che dovrà sopportare l’utente di Trenitalia, che in caso di mancata prenotazione, dovrà sopportare le ulteriori multe di 8 euro comminate sul treno dai controllori".

"Il prolungamento fino a settembre delle promozioni in atto, o le nuove promozioni di durata bimestrale nel periodo estivo – conclude Giordano – non possono giustificare né compensare gli aumenti diretti e indiretti sul prezzo del biglietto".

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