TRASPORTI. Nuovo piano FS, è polemica sui servizi “da terzo mondo”

"Le affermazioni odierne di Prodi circa il pessimo stato del servizio ferroviario italiano rappresentano il motivo per cui il Governo non deve concedere gli aumenti tariffari alle Fs". Ad affermarlo è il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, commentando la dichiarazione odierna, in occasione della giornata dell’economia di Unioncamere, del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, per cui i servizi delle Ferrovie italiane per i pendolari sono da considerarsi "da terzo mondo".

"Se è come afferma il Premier – continua il Codacons – non si capisce perché gli utenti debbano pagare ancora di più per usufruire di un servizio scadente. Al contrario gli aumenti devono essere concessi solo in presenza di un incremento tangibile della qualità del trasposto ferroviario, seguendo il criterio adottato per le autostrade".

Ma il presidente delle Fs, Innocenzo Cipolletta, ribatte prendendo le difese del piano industriale che ha ricevuto venerdì il via libera dal governo: "Il nuovo piano delle Ferrovie si concentra proprio sui pendolari e sulle metropoli, soprattutto dove passa l’Alta velocità, che sposta la lunga percorrenza fuori dalle grandi città, lasciando più spazio ai treni pendolari".

Il piano industriale 2007-2011 delle Ferrovie per il raggiungimento dell’utile tra il 2009/2010 prevede un aumento delle tariffe soprattutto sulle tratte remunerative fino al 35%: per i treni a lunga percorrenza i rincari partirebbero con scatti annuali del 5% con un adeguamento nei 5 anni vicino al 35%; per il trasporto locale, dovrebbe attestarsi sul 20%. Oltre alla riduzione dei dipendenti di 10.000 unità nel quinquennio, il piano prevede anche un forte incremento dei servizi di trasporto soprattutto locale con l’acquisto di 1.000 nuovi treni (investimento di 6,4 miliardi di euro): incremento del 35-36% dell’offerta con punte di 70%-100% nelle grandi città. Per Alta velocità ed Eurostar la crescita del traffico prevista è del 14%. In totale, per la rete, gli investimenti dovrebbero ammontare a 8,8 miliardi per l’acquisto di nuovi treni.

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