TRASPORTI. Pedaggi, Consiglio di Stato conferma stop ai rincari

Il Consiglio di Stato conferma lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali, deciso nei giorni scorsi dal Tar del Lazio, che ha sospeso il decreto accogliendo così le richieste della provincia di Roma, del Comune di Fiano Romano e della Provincia di Pescara. Il Tar ha sostenuto che al pagamento deve corrispondere un servizio, e dunque l’utilizzo di un’infrastruttura, e non può trattarsi di una mera tassa: "Il provvedimento impugnato – si legge nelle ordinanze – per essere coerente con la finalità enunciata deve assumere il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura; al contrario, tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura". E oggi il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di Anas e Presidenza del Consiglio che chiedevano "misure cautelari provvisorie" verso l’ordinanza del Tar.

"Positiva la conferma, da parte del Consiglio di Stato, dello stop agli aumenti dei pedaggi autostradali.": queste le parole con le quali Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, hanno accolto la notizia. "Al di là dei rimborsi, che potranno essere richiesti in presenza di ricevute, si tratta di un provvedimento importante, che darà sollievo alle famiglie, soprattutto in vista delle partenze (per quei pochi che potranno permetterselo)". Per le due associazioni, saranno evitati ai cittadini i costi indiretti legati al trasporto su gomma dei principali beni di largo consumo e soprattutto i costi diretti che avrebbero coinvolto i pendolari, target di rincari stimati in almeno 50 euro mensili.

Il 31 agosto il Consiglio di Stato si riunirà in sede collegiale per decidere sull’istanza di sospensiva. "Ciò significa – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – che ad oggi gli aumenti dei pedaggi introdotti dal Governo sono illegittimi, e che se non verranno ripristinate le vecchie tariffe potrebbero configurarsi addirittura dei reati a danno degli utenti, quali appropriazione indebita e truffa aggravata. Per questo motivo abbiamo invitato una segnalazione a varie Procure della Repubblica come Roma, Rieti e Pescara, affinché valutino l’opportunità di intervenire aprendo fascicoli a tutela degli utenti delle autostrade".

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