TRASPORTI. Pedaggi su Gra e Salerno-Reggio Calabria, le reazioni dei Consumatori

L’annuncio del presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, sull’ipotesi di mettere a pedaggio, dal 1° maggio 2011, "un primo tratto dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e il Grande Raccordo Anulare di Roma", fa discutere le Associazioni dei consumatori. Secondo Adiconsum, privatizzare va bene, ma bisogna farlo con responsabilità.

"Non è possibile continuare a scaricare i costi dello sviluppo del Paese unicamente sulla fiscalità generale e in particolare su chi è costretto a viaggiare in macchina per raggiungere il proprio posto di lavoro – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum – Se è giusto che le tratte autostradali come la Salerno-Reggio Calabria o la Catania-Palermo non gravino unicamente sulla fiscalità generale, non è sopportabile che lavoratori con stipendi già bassi sopportino un ulteriore aggravio per raggiungere il proprio posto di lavoro o la sede di studio. Anas – continua Giordano – preveda un telepass e una viacard gratuita per chi dimostra di percorrere tratti autostradali come il GRA di Roma per recarsi al lavoro".

Federconsumatori e Adusbef, invece, ribadiscono la loro assoluta contrarietà "a qualsiasi tipo di aumento delle tratte autostradali in gestione Anas non solo perché ulteriori balzelli avrebbero ricadute negative sul tasso di inflazione, poiché come si sa i beni e i prodotti di mercato sono nel nostro Paese trasportati su gomma e quindi qualsiasi aumento verrebbe a ricadere sulla determinazione dei relativi prezzi, ma anche perché si sommerebbero agli aumenti autostradali infelicemente aumentati dal 1 di gennaio 2010". "Inoltre noi non ci siamo dimenticati che l’Anas percepirà dalle concessionarie autostradali da due a sei millesimi a chilometro percorso con ricavi per centinaio di milioni di euro annui".

"Qualsiasi operazione in tal senso quindi – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – sarà contrastata con ogni mezzo anche di carattere legale, poiché è giunto il momento di dire basta ad aumenti incredibili di prezzi e tariffe che quest’anno taglieggeranno le famiglie italiane per 1016 euro di maggiori spese. E’ ora quindi che questo Governo pensi di più agli evasori fiscali, ai grandi patrimoni, alle grandi rendite per reperire risorse e non alle famiglie a reddito fisso che già vivono una situazione di grande precarietà".

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