TRASPORTI. Pendolaria 2009: a Roma e Milano oltre la metà dei treni ritarda più di 5 minuti

In Italia i pendolari non se la passano bene. Un treno pendolare su tre, infatti, arriva in ritardo e a Roma e Milano la speranza di arrivare puntuali è ancora minore: a Milano Centrale tarda più di 5 minuti il 57% dei treni pendolari e a Roma la percentuale è del 54%. Un ritardo di 5 minuti è considerato accettabile dalla Carta dei Servizi sottoscritta dalle Associazioni dei consumatori, ma su 1216 treni monitorati da Legambiente ben 430, cioè il 35% registrano un ritardo che va oltre i 5 minuti. Soltanto il 31% (374 treni) arrivano puntuali.

Questi sono dunque i risultati della campagna Pendolaria 2009 di Legambiente che ha monitorato i treni pendolari in 13 stazioni di 11 città capoluogo di provincia, tra il 23 e il 27 novembre 2009, tra le 7 e le 9 del mattino, per tre giorni consecutivi. Sono quindi Milano e Roma le città in vetta alla classifica del ritardo e al terzo posto c’è Palermo, con il 16% di treni in orario contro il 43% di quelli che hanno un ritardo oltre i 5 minuti. Seguono Salerno, Torino e Messina; mentre a chiudere la classifica è la stazione di Genova Principe con "solo" il 18% dei treni pendolari in ritardo di più di 5 minuti ma ben il 44% comunque fuori orario anche se entro i 5 minuti. Il ritardo medio registrato (sempre calcolato dai 5) è di 11 minuti anche se la media sale a 15 a Salerno e alla stazione di Genova Principe e a 16 a Messina. Più fortunati a Roma, Palermo, Bari e Torino, dove il ritardo medio ammonta a 9 minuti.

"I risultati del nostro monitoraggio – ha dichiarato il responsabile trasporti di Legambiente Edoardo Zanchini – mostrano l’urgenza di nuovi investimenti per il trasporto pendolare. Gran parte di questi ritardi infatti, sono causati dal sovraffollamento delle carrozze che causano l’accumulo di minuti persi ad ogni fermata per permettere il flusso in entrata e in uscita degli utenti. Servono anche binari dedicati ai treni pendolari nelle grandi città e nuovi convogli che permettano di aumentare le velocità potenziando il servizio. Ma per tutto ciò, evidentemente, è necessario spostare le priorità d’investimento dalla strada alla ferrovia e puntare sui nodi urbani. Ad oggi invece il 70% dei finanziamenti della Legge Obiettivo è destinato a strade ed autostrade, mentre solo il 30% dovrebbe garantire lo sviluppo di Tav, ferrovie e metropolitane".

"Bisogna guardare anche alla qualità dei servizi per i pendolari – ha aggiunto la direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni – e quindi alla puntualità ma anche alla pulizia delle carrozze e delle stazioni, alla fruibilità dei parcheggi e alle interazioni col trasporto urbano degli autobus. Migliorando la qualità del servizio e rendendo veramente competitivo l’uso del treno sarebbe possibile togliere migliaia di auto dalle strade rendendo le città più libere, sicure e respirabili".

LINK: Il Rapporto Pendolaria 2009

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