TRASPORTI. Roma, Metro nel caos a Termini: protesta macchinisti, esposto del Codacons

Il trasporto pubblico locale di Roma non sta vivendo uno dei periodi migliori. Tra scioperi a cadenza quasi settimanale, allagamenti e guasti vari, bus e metro piombano spesso nel caos. Oggi il problema riguarda la metropolitana, nel punto di snodo tra la linea A e la B alla stazione Termini, dove da stamattina si sono verificati forti disagi per una protesta dei macchinisti. Il rallentamento dei convogli ha causato lunghe attese per gli utenti sulle banchine e per un tempo breve i treni, troppo pieni, non si sono fermati a Termini.

L’Atac scrive in una nota che le agitazioni dei macchinisti della metropolitana e degli operai di manutenzione delle officine non sono autorizzati. "Tutto questo – continua la nota – mentre l´azienda e le organizzazioni sindacali si apprestano oggi ad incontrarsi per la ripresa delle trattative sul piano industriale, per cercare di individuare insieme le soluzioni compatibili con la delicatissima situazione economico – finanziaria di Atac e del trasporto pubblico locale. Ci auguriamo pertanto che prevalga il senso di responsabilità di tutti". L’Atac si riserva, comunque, di valutare l´opportunità di presentare un esposto alla magistratura per tutte le fattispecie penali e civili che eventualmente emergessero.

E il Codacons annuncia che l’esposto alla Procura della Repubblica di Roma lo presenterà domani chiedendo di aprire una indagine sul comportamento dei lavoratori, ipotizzando il reato di turbativa di pubblico servizio. "Condividiamo le ragioni dei lavoratori ma forme di protesta di questo tipo sono inaccettabili – afferma il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – Rallentare un servizio pubblico come il trasporto metropolitano, utilizzato ogni giorno da centinaia di migliaia di cittadini, ha come unico effetto quello di danneggiare gli utenti, senza peraltro colpire il datore di lavoro. Già i mezzi pubblici della capitale non brillano certo per puntualità – prosegue Rienzi – se poi i macchinisti decidono di rallentare ulteriormente il servizio, si arreca un ingiusto danno ai cittadini e si rischia la paralisi".

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