TRASPORTI. Sciopero 9 novembre, Cittadinanzattiva: no a disagi, sì a riforma del settore

Domani 9 novembre si preannuncia un giorno di passione per i cittadini. Lo sciopero del trasporto pubblico in programma, infatti, creerà l’ennesimo disagio sul territorio nazionale. Lo sottolinea Cittadinanzattiva, secondo cui non è in discussione il diritto all’astensione dal lavoro, ma le modalità di attuazione. L’associazione, viceversa, si dichiara disposta a sostenere la manifestazione indetta dai rappresentanti di categoria per il 14 novembre, ed avanza alcune proposte per rilanciare il settore.

"L’ennesimo sciopero del trasporto pubblico in programma domani – dichiara il vice segretario generale Giustino Trincia – al di là delle dichiarazioni di principio, colpirà sempre gli stessi, cioè i cittadini. Non vogliamo mettere in discussione il diritto di sciopero, ma le modalità del suo concreto esercizio, che finiscono con il ridurre il cittadino ad ostaggio di conflitti di cui non hanno alcuna responsabilità".

"Al tempo stesso – continua Trincia – confermiamo anche quest’anno la nostra adesione alla manifestazione a sostegno del trasporto pubblico indetta dalle associazioni nazionali delle aziende di trasporto pubblico Asstra, Anav e Federmobilità perché riteniamo il potenziamento del settore una scelta strategica per il Paese. Non si possono far venire meno le necessarie risorse altrimenti si è già scelto di affossare definitivamente uno dei servizi essenziali per le comunità locali e per l’interesse generale del Paese. In questo tipo di servizi serve a poco l’introduzione di maggiore concorrenza e lotta a sprechi e consociativismo se non si ha il coraggio di dare più forza ai diritti degli utenti e alle associazioni di partecipazione civica".

Queste le proposte avanzate da Cittadinanzattiva per riorganizzare il trasporto pubblico locale:

  1. Riconoscimento al settore delle risorse finanziarie necessarie non solo per il giusto rinnovo dei contratti di lavoro ma anche per investire sulle strutture (le reti e i mezzi) e sulle tecnologie, accompagnando le risorse a idonei strumenti di controllo (con il coinvolgimento degli utenti), sul raggiungimento di adeguati obiettivi e risultati, pena la rimozione dei dirigenti e dei manager incapaci.
  2. Inserimento, nei Contratti di servizio o nelle Concessioni che regolano i rapporti tra Regioni o Enti Locali e Aziende di trasporto, di strumenti per la partecipazione civica degli utenti capaci di incidere sulla promozione e il controllo della qualità, della sicurezza e dell’efficacia del trasporto pubblico locale.
  3. Costituzione di Tavoli di lavoro congiunti a livello regionale e aree metropolitane, con la partecipazione di amministrazioni pubbliche, aziende e Associazioni degli utenti, su politiche tariffarie; piani d’investimento e potenziamento del servizio; eliminazione delle barriere architettoniche e tutela dell’ambiente; attività di monitoraggio della accessibilità, qualità e sicurezza, condotte con il coinvolgimento anche degli utenti e delle loro organizzazioni di tutela.

Comments are closed.