TRASPORTI. Soppresso Eurostar Taranto-Roma. Il parere di Bosco (Adiconsum)

Ieri Trenitalia ha deciso di sopprimere i due Eurostar che collegano Roma a Taranto. Praticamente gli unici treni che permettevano ai viaggiatori di raggiungere la città pugliese e una serie di luoghi intermedi lucani. Help Consumatori ha chiesto un parere ad Antonio Bosco, responsabile dell’area Trasporti di Adiconsum.

Per quale motivo sono stati soppressi questi treni?

Da dichiarazioni ufficiose apprendiamo che questa sospensione è temporanea, cioè dovrebbe durare due mesi a causa di lavori di manutenzione. Ma questa spiegazione non convince. Di solito, in casi di lavori temporanei, Trenitalia mette dei pullman sostitutivi, per continuare a garantire il servizio sulla tratta interessata. Stiamo parlando di Taranto che è la sedicesima città d’Italia per popolazione e dovrebbe essere il terminal dei rapporti con il Nord Africa. Non è possibile tagliarla fuori, lasciando isolata tutta una parte del Sud. Praticamente per arrivare a Taranto si dovrebbe salire sul treno per Reggio Calabria, scendere a Sibari e prendere la linea che passa per Paola. Un giro un po’ esagerato. Oppure si opta per il trasporto su gomma, con conseguenze negative sull’ambiente.

Qual è la vostra opinione su questa azione di Trenitalia?

Noi pensiamo che sia un tentativo per recuperare soldi lì dove lo Stato non li mette. Dunque Trenitalia fa cadere le colpe sul Ministero e nel frattempo taglia i treni.

Cosa state pensando di fare?

Domani ci sarà la conferma ufficiale, ma anticipo che le Associazioni dei consumatori stanno chiedendo un incontro specifico a Trenitalia ed uno al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture in quanto questi sono treni sovvenzionati dal Governo perché fanno parte del servizio universale.

Cosa si sta facendo a livello locale?

A livello locale c’è tutta la cittadinanza contro, a partire dal Presidente della Provincia Gianni Florido, al Sindaco Ippazio Stefano, dalla Presidente delle agenzie di viaggio. Stanno chiedendo incontri anche loro al Ministro e a Trenitalia.

di Antonella Giordano

 

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