TRASPORTI. Taxi a Roma, Adoc: “Aumenti vergognosi”

"Gli aumenti deliberati per le tariffe taxi sono vergognosi, sono stati traditi e ignorati oltre 3 milioni e mezzo di cittadini e consumatori romani per favorire un manipolo minoritario di tassisti". È durissima la reazione dell’Adoc, per voce del presidente Carlo Pileri, alla notizia sugli aumenti delle tariffe dei taxi che, salvo parere avverso della cosiddetta "commissione di congruità", scatteranno fra la fine dell’anno e l’inizio del 2011. L’associazione si scaglia contro la decisione di aumentare le tariffe della Capitale, che fra l’altro detiene il primato di città d’Italia più cara per le tariffe taxi e anche a livello europeo non scherza: secondo l’associazione, è la quarta città in Europa per costo al chilometro, dopo Londra, Amsterdam e Copenaghen.

Commenta Pileri: "Le tariffe aumenteranno in media del 28%, con punte del 54% sulle corse brevi e del 12,5% sulla tratta Fiumicino aeroporto-centro città. È il secondo aumento negli ultimi tre anni, già nel 2007 ci fu un rincaro medio del 19% delle tariffe deciso dalla Giunta Veltroni, che instaurò anche l’assurdo balzello di 2 euro per le partenze da Roma Termini e il supplemento di un euro per bagaglio. Non solo aumenti, ma niente è stato fatto per gli sconti verso gli ospedali, escluso l’Ospedale pediatrico del Bambino Gesù, con grave danno per le famiglie che hanno parenti in condizioni di grave disagio. Né è stata introdotta, come da noi richiesto, la ricevuta obbligatoria numerata con dati completi e esposizione, oltre al tariffario, anche di copia della licenza con foto. Così i cittadini vengono privati di uno strumento fondamentale per la trasparenza e la garanzia dei propri diritti. Né si potrà verificare con esattezza il reddito della categoria. Contro la delibera valuteremo azioni, anche legali, per bloccarla."

I costi dei taxi a Roma sono maggiori rispetto alle altre città d’Italia. Guido Compagnone, presidente di Adoc Roma e Lazio, sottolinea infatti come "prendere un taxi a Roma cinque volte l’anno per 5 chilometri e sosta di 15 minuti costa 10 euro in più di Milano e Bologna, il 14,5% in più. Rispetto a Palermo, Catania e Napoli costa quasi 30 euro in più, una differenza del 47% circa".

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