TRASPORTI. Treni: aspettando la concorrenza, una class action

"Oggi presentiamo un’azione collettiva risarcitoria nei confronti di Trenitalia per i ritardi che si verificano su tutta la rete ferroviaria". E’ quanto ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, introducendo il convegno organizzato oggi a Roma dall’Associazione dei consumatori, dal titolo "Quali treni? Quale qualità?" "Dalla nostra indagine emerge che è proprio il tema dei ritardi quello su cui il consumatore non riesce a darsi ragione, sebbene le rassicurazioni di Trenitalia arrivino quasi quotidianamente. Abbiamo anche guardato alla qualità intrinseca del servizio – ha aggiunto Dona – i prezzi salgono, ma cosa viene offerto a fronte di questi prezzi? Materiale rotabile in condizioni sempre più indecorose e servizi di ristorazione che non rispondono alle aspettative dei cittadini. E’ evidente che non è possibile pretendere di trovare un ristorante a bordo, ma forse un menù meno altisonante ma di qualità è ciò che ci si può attendere se si pagano quasi 90 euro per andare da Roma a Milano".

Help Consumatori ha chiesto all’Avvocato Dona se il divario tra l’Alta Velocità, su cui sta puntando Trenitalia, e i treni per i pendolari, si sta allargando sempre di più.

"Evidentemente la qualità non è paragonabile, come non lo è il prezzo – ha risposto il Segretario generale dell’UNC – Sull’Alta Velocità si moltiplicano le offerte e l’investimento, almeno pubblicitario, sembra notevole, ma bisogna dire che in qualche caso i treni non sono nuovi: sulla linea adriatica, ad esempio, ci sono strani convogli fatti con locomotori nuovi e delle carrozze quasi tradizionali. Sarebbe necessario – in vista anche della liberalizzazione del settore che si innalzasse il livello di qualità a favore degli utenti. Sulla linea del Brennero stiamo già verificando qualche timido segno di apertura alla concorrenza; dal gennaio 2011 la linea più redditizia, cioè la Roma-Milano sarà finalmente aperta ad un nuovo concorrente. La speranza è che si riesca davvero ad innalzare la qualità del servizio".

Dalla video inchiesta condotta dall’UNC tra ottobre e dicembre 2009, su un campione di 300 cittadini intervistati in stazione, emergono alcuni snodi critici del servizio ferroviario italiano: la metà del campione si lamenta della scarsa pulizia delle vetture, a cominciare dai bagni; il 27% degli intervistati denuncia la scarsa qualità del servizio di ristorazione e il per il 23% il problema dei treni è il ritardo. Ma Dona spiega che forse i consumatori italiani si sono in un certo senso assuefatti al ritardo dei treni e, quasi, ci fanno meno caso.

Allora il Segretario generale dell’UNC ha chiesto a Carlo Moroni, responsabile del Customer Service di Trenitalia, se l’azienda ha una percezione reale del servizio che offre ai consumatori, vista la discrasia tra le opinioni della gente e le rassicurazioni di Trenitalia.

"Noi siamo una delle poche aziende che ogni due mesi intervista i propri clienti per capire come ci valutano – ha assicurato Moroni – Così riusciamo ad avere un quadro che segnala caso per caso i problemi quando ci sono, ma fotografa anche i punti di forza e gli sforzi fatti negli ultimi mesi sono indubbi. Vorrei ricordare – ha aggiunto Moroni – che il 13 dicembre 2009 è stata una data storica, poiché è stata completata la linea Alta Velocità in Italia. Questo è stato fatto in due anni ed abbiamo avuto miglioramenti oggettivi in termini di tempi e numero di treni. Questo processo sicuramente si è scontrato con problemi nostri interni e con cause di forza maggiore, come il maltempo che ha colpito vari paesi prima di Natale".

Sulla questione ritardi Massimiliano Dona ha criticato l’impostazione di Trenitalia che si basa su standard e convenzioni e non punta, invece, ad adeguarsi alle aspettative dei consumatori. Secondo Dona, infatti, la convezione dei 15 minuti "accademici" di ritardo dei treni dovrebbe essere ridotta a 5, come fanno in Francia e Spagna. E poi, il rimborso non deve essere negato per cause esterne; "così – ha denunciato Dona – si tradisce la promessa fatta al consumatore".

Ma quale sarà il futuro delle ferrovie italiane? A delineare lo scenario futuro è stato il Presidente della Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati, Mario Valducci. "In Italia ci sono due segmenti di mercato ben diversi: quello dell’AV e quello dei pendolari. Sul primo segmento l’Italia è avanti e infatti sta cercando di vendere il pacchetto dell’Alta Velocità anche all’estero. Nel 2011 poi ci sarà una competizione maggiore su queste tratte e credo che Trenitalia sta già esprimendo la sua volontà di migliorare il servizio, con un miglior servizio di igiene, offerte differenziate, carrozze low cost, eccetera. Il pendolarismo, invece – ha spiegato Valducci – ha grandi problematiche storiche: prima di tutto le aree metropolitane italiane non hanno strutture adeguate, né materiale rotabile nuovo. Da parte di Trenitalia c’è la volontà di migliorare questi aspetti, ad esempio attraverso il cambio dei fornitori, i bandi di gara per materiale rotabile nuovo. Ma dal 2001 questo è compito delle Regioni".

"Io credo – ha concluso Valducci – che nel tempo dovremo arrivare ad una separazione tra le reti e i gestori. La rete deve avere una governance pubblica, anche quotata in borsa, con maggiori possibilità di trovare risorse per gli investimenti, e i gestori devono proporre pacchetti di offerte che, a mio avviso, dovranno essere misti di tratte redditizie e tratte sociali. Il tutto richiede un ente regolatore, che determini gli slot e le tariffe e che potrebbe essere, inizialmente, un dipartimento di qualche autorità già esistente. Delineato questo scenario di sicuro va migliorata di molto la modalità di rimborso e di indennizzo. Questo servizio deve essere reso più semplice e veloce, come è diventato semplice e veloce l’acquisto dei biglietti".

di Antonella Giordano

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