TRASPORTI. Treni in ritardo e poco sicuri: inchiesta Altroconsumo

Treni lenti, in ritardo e poco sicuri, con le porte che non funzionano e addirittura più lenti rispetto a venti anni fa. Mancanza di puntualità e problemi di sicurezza sono all’ordine del giorno nelle stazioni principali di grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari e Bologna. È l’impietosa fotografia dei trasporti ferroviari restituita da una inchiesta di Altroconsumo pubblicata sull’ultimo numero di Soldi e Diritti. Nelle stazioni, nelle ore di punta è aperto solo il 60% degli sportelli con personale e i viaggiatori sono costretti ad acquistare i biglietti attraverso le macchinette automatiche, presenti e funzionanti in circa l’81% dei casi. Ma il principale dato è quello dei ritardi, rileva l’indagine: circa la metà dei treni considerati (in tutto circa 1180) non è arrivato puntuale in stazione. In particolare, maglia nera a Napoli Centrale e a Torino Porta Nuova con il 66% dei ritardi mentre è promossa Milano Centrale con il 68% dei treni in orario. Numerosi anche i disservizi, dalla difficoltà a ottenere rimborsi alle scarse informazioni ai problemi sulla linea fino al costo eccessivo e al cattivo funzionamento del call center.

La rete, afferma l’indagine Altroconsumo, "continua a fare acqua da molte parti" e "la media di chilometri di rotaie per abitante è inferiore a quella europea" anche se il traffico passeggeri è aumentato del 4,8% nel 2006 rispetto all’anno precedente. L’indagine ha preso in considerazione le stazioni di Roma Termini, Milano Centrale, Napoli Centrale, Torino Porta Nuova, Bari Centrale e Bologna Centrale nel periodo compreso tra giugno e luglio di quest’anno in due fasce orarie particolarmente usate dai pendolari: dalle 7 alle 9 di mattina e dalle 17 alle 19 di sera, puntando l’attenzione su cinque aspetti: puntualità, sicurezza, macchinette obliteratrici, sportelli e biglietterie self service. Note dolenti sui ritardi: in media solo il 51% dei treni esaminati è arrivato in orario. E se nel 23% dei casi il ritardo è stato inferiore ai 5 minuti, circa un treno su quattro subisce invece un ritardo notevole: nel 20% dei casi era compreso tra i 5 e i 15 minuti e nel 5% superiore ai 15 minuti. E in quasi l’1% dei casi il convoglio è stato soppresso. "La stazione con più treni in orario – si legge nell’indagine – è stata Milano Centrale (68%), quelle più ritardatarie sono Napoli Centrale e Torino Porta Nuova, dove la percentuale di treni "in orario" scende al 33%". Fronte sicurezza: su 48 treni esaminati 33 presentavano almeno una porta guasta e tra questi 23 hanno avuto la porta fuori uso per più giorni. In questo caso "bocciate" le stazioni di Bari Centrale e Torino Porta Nuova (con 7 treni guasti su 8), "promossa" Bologna.

Gli Intercity nel frattempo sono stati "declassati" e i tempi del viaggio ne hanno risentito. L’indagine rileva infatti che negli ultimi venti anni non è aumentata la velocità di percorrenza sui treni dello stesso tipo e sulla stessa tratta, anzi si è registrato un rallentamento, e se venti anni fa il percorso in Intercity da Milano a Roma richiedeva poco più di cinque ore adesso ne servono quasi sei: circa 50 minuti in più. Questo perché, spiega Altroconsumo, gli Intercity sono stati "declassati" in favore degli Eurostar che sono più veloci ma più cari: gli Intercity di conseguenza fermano anche nelle stazioni dei centri minori, i tempi di viaggio sono aumentati ma si continua a pagare il supplemento.

PDF: Indagine Altroconsumo sui treni italiani

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