TRASPORTI. Treni notturni, a rischio dal 12 dicembre con il nuovo orario di Trenitalia

Tra poco più di un mese, esattamente il 12 dicembre, potremmo dire addio ai cari e vecchi treni notturni. L’entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia, probabilmente, cancellerà tutti quei treni che collegano da sempre la Sicilia e la Calabria con Roma, Milano, Torino, che hanno permesso a tantissimi lavoratori di tornare agevolmente nel loro paese d’origine, al Sud, per le vacanze o per stare con i propri famigliari. La cancellazione dovrebbe riguardare tutti i vagoni letto: sarebbero a rischio anche i treni notturni che attualmente collegano Roma-Torino, (quelli che partono dalla stazione Termini alle 23.02 e alle 23.50 e arrivano a Torino alle 6.50 e alle 8.20 e il treno che viaggia in direzione opposta, partendo da Torino alle 21.55 ed arrivando a Roma alle 5.55). Questi tagli provocherebbero di fatto un’interruzione di tante ore tra le due città, poiché dalle 22 alle 6 non ci sarebbe alcun mezzo di collegamento (neanche voli low-cost). Stessa sorte per il treno notturno Bolzano-Roma.

Oltre ai forti disagi ai pendolari e ai cittadini in generale, che sarebbero costretti a viaggiare in aereo, questi tagli metterebbero a rischio il futuro di 700 dipendenti della società di gestione del servizio notturno. I sindacati sono in mobilitazione: la UilTrasporti di Messina non intende accettare questa situazione e premette battaglia, anche perché il segmento dei Treni-notte non è fallito, anzi da alcuni sondaggi somministrati ai viaggiatori è emerso che vengono considerati i treni più comodi e confortevoli, ma soprattutto indispensabili, specialmente per i residenti del Sud. Secondo Nino Mallamaci, esponente di Sel di Reggio Calabria, si tratta di una "scelta scellerata, compiuta per tagliare i costi senza minimamente badare all’utilità sociale di questi servizi, oltre ad accentuare l’isolamento di Reggio in virtù di collegamenti aerei e stradali deficitari o inesistenti".

Il deputato del Pd Giorgio Merlo ha presentato, la settimana scorsa, un’interrogazione urgente al Ministro dei Trasporti Altero Matteoli "per bloccare una decisione che punisce drasticamente tutto il Piemonte, incremento dei biglietti ferroviari con un servizio che registra costanti disagi legati anche ai cronici ritardi".

Da Ferrovie dello Stato spiegano che non ci sarà nessuna chiusura dei treni notturni, ma solo una razionalizzazione dell’offerta. Poiché è il mercato a dettare le regole, FS tira in ballo l’avvento dell’alta velocità e dei voli low cost che hanno ridotto di molto la domanda dei treni notturni. E l’Italia sembra essere rimasta uno degli ultimi Paesi che li mantiene.

 

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