TRASPORTI. Treni pendolari, Legambiente: “La crisi è cronica”

I treni dei pendolari arrivano in ritardo 1 volta su 5. Con picchi di ritardi del 39% a Roma e del 34% a Milano. Lo dicono i risultati di un’indagine di Legambiente su 1.000 treni dei pendolari in arrivo nelle stazioni di Torino Porta Nuova, Milano Lambrate, Bologna Centrale e Roma Termini, monitorati dal 20 al 24 marzo 2006. I volontari dell’associazione ambientalista hanno infatti rilevato, nella fascia oraria che va dalle 6.30 alle 9.30, gli orari di arrivo effettivo di tutti i convogli regionali, interregionali, espressi e diretti che hanno transitato in queste quattro stazioni dal lunedì al venerdì della scorsa settimana. Sono stati presi in considerazione soltanto i ritardi superiori a 5 minuti. Nella stazione di Milano Lambrate non sono stati conteggiati i treni provenienti dalle altre stazioni milanesi.

Dei 1.000 treni rilevati complessivamente, 216 sono arrivati fuori orario. Non sono riusciti a rispettare la tabella di marcia 28 dei 200 convogli giunti a Torino, 37 treni su 245 a Bologna, 41 su 215 a Milano Lambrate e ben 110 su 340 in arrivo a Roma Termini.
E’ la capitale a detenere così il record dei ritardi nell’arco dei giorni esaminati, bissando un picco del 39,7% sia il 20 che il 23 marzo. Una data, quest’ultima, che può essere considerata a buon titolo la giornata nera della scorsa settimana lavorativa. Sempre il 23, anche nelle altre tre stazioni, è stata registrata infatti la più alta percentuale di ritardi: 34,7% a Milano, 21,9% a Torino e 22,9% a Bologna.

Si è ben lontani, insomma, da quel 90% di arrivi con meno di 5 minuti di ritardo previsto da Trenitalia già per il 2005. Dopo la crisi d’autunno, con l’emergenza cimici e zecche che ha messo fuori uso 508 carrozze e determinato un’impennata dei ritardi e dei disservizi, il trasporto ferroviario regionale stenta a riprendersi. Delle 508 carrozze avviate al "revamping", al 1° marzo solo 153 erano tornate in servizio, mentre i dati raccolti da Legambiente smentiscono l’ottimismo di Trenitalia secondo cui il 20 marzo scorso è stato stabilito il record di puntualità dell’ultimo biennio, con il 91% dei regionali in orario: bene, proprio il 20 si sono registrati quasi il 40% dei ritardi a Roma, e poco meno del 20% a Milano, Torino e Bologna. Insomma, non diminuiscono i disagi per quel milione e 600 mila passeggeri che ogni giorno in Italia prendono il treno per andare al lavoro o a scuola. Secondo i rilevamenti di Legambiente, a Milano Lambrate il primato del ritardo spetta a un regionale proveniente da Cremona del 24 marzo (orario previsto 6.39), arrivato con 26 minuti di ritardo su una durata prevista di un’ora e 40 minuti. A Torino Porta Nuova il treno più ritardatario è l’interregionale da Milano del 23 marzo cion arrivo previsto alle 9.10, giunto 50 minuti dopo l’ora e 52 minuti di percorrenza previsti.

A Bologna Centrale, il regionale in provenienza da Rimini e Ravenna delle 8.47 del 24 marzo è arrivato con 40 minuti di ritardo sull’ora e 55 di percorrenza prevista. A Roma, tutti i primati negativi si concentrano il 22 marzo: 75 minuti per un regionale da Foligno (arrivo previsto 8.05), 70 minuti per un regionale da Viterbo (doveva arrivare alle 7.48) e 65 minuti per un regionale da Ancona (arrivo previsto 7.38). Il monitoraggio di Legambiente copre per altro solo aree significative del centro-nord, e non considera quindi le aree più disagiate per quanto riguarda l’offerta ferroviaria. Basti pensare, a titolo d’esempio, che con il ritiro delle famose 500 carrozze in seguito al caso zecche sono stati soppressi 10 treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia.

"E’ evidente – commenta Roberto Della Seta, presidente di Legambiente – che l’emergenza per i pendolari è lontana dall’essere risolta. E la questione ferroviaria rimane una questione nazionale di primaria importanza. Su 19.570 km complessivi di rete ferroviaria, 5.000 non sono elettrificati e 4.000 sono a binario unico. Guasti alla rete e guasti al materiale rotabile sono all’ordine del giorno e rientrano tra le cause principali dei ritardi cronici e dei treni soppressi, mentre continuano a viaggiare locomotori vecchi di 50 anni. Modernizzare e rilanciare il trasporto ferroviario regionale è una priorità assoluta per l’immediato futuro, visto che circa l’80% degli spostamenti dei passeggeri avvengono proprio in ambito locale. Con 100 milioni di euro l’anno si potrebbero acquistare 86 nuovi treni da 800 posti per il trasporto regionale, mettere in sicurezza 400 chilometri di linea ferrata, fare interventi di elettrificazione, potenziamento o raddoppio dei binari su 50-100 chilometri di linee ferroviarie". Per migliorare la ferrovia, rispondere alle esigenze del numero sempre crescente di utenti e sviluppare il trasporto merci, ecco alcune linee di intervento strategiche proposte da Legambiente:

Potenziare la rete, aumentandone efficienza e sicurezza con il raddoppio dei binari lungo le direttrici principali. Perché ancora oggi sono troppe le tratte a binario unico (4.000 km sulla linea adriatica e su tratte fondamentali come la Pontremolese, la Verona-Bologna, la Napoli-Bari).
Una strategia per i nodi urbani, che punti a realizzare subito le tratte di aggiramento dedicate alle merci, liberando linee di ingresso alle città per i treni regionali e metropolitani. Investire per aumentare qualità dell’offerta e del servizio e sicurezza, rinnovando il parco circolante di treni passeggeri di lunga distanza, inserendo nuovi treni metropolitani e regionali, rinnovando il parco merci per renderlo più efficiente, sicuro, veloce, realizzando gli interventi tecnologici per la messa in sicurezza della rete e dei convogli. Accelerare la liberalizzazione mettendo nuovi operatori nelle condizioni di offrire servizi su nuove tratte merci, incentivando la creazione di operatori intermodali che siano in grado di garantire il trasporto su tratte medio – lunghe utilizzando nella maniera più efficace e con il minor impatto le diverse modalità di trasporto.

 

Comments are closed.