TRASPORTI. Trenitalia: un milione di posti low cost al mese. Casper: “E’ un bluff”

Trenitalia l’ha lanciato in pompa magna: con il nuovo orario, che entra in vigore dal 12 giugno, ci saranno un milione di posti al mese che si potranno acquistare a "prezzo mini". Una flotta low cost per i treni delle Ferrovie dello Stato? Per Casper-Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, formato da Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, il milione di posti low cost è invece un bluff. Le associazioni hanno già annunciato di aver depositato un ricorso al Tar del Lazio contro gli aumenti applicati da Trenitalia lo scorso aprile e passati sotto silenzio.

Trenitalia parla di "un’ulteriore crescita del sistema AV. A beneficiarne i clienti, che quest’estate troveranno le proposte più adatte alle loro esigenze per andare in vacanza risparmiando sui costi di viaggio. Bambini gratis su tutti i treni, purché accompagnati da almeno un adulto, sconti del 50% il sabato e un milione di biglietti al mese a prezzo mini, con riduzioni fino al 60%. Sono un milione al mese i posti acquistabili a Prezzo Mini, di cui 300mila sui Frecciarossa, 150mila sui Frecciargento e 550mila su tutti gli altri convogli nazionali".

Controbatte Casper: "A partire dallo scorso 1° aprile le tariffe dei treni hanno subito pesanti aumenti, avvenuti nel più totale silenzio. Rincari che partono dal +2% e raggiungono quota +23% su alcune tratte, e che si aggiungono agli incrementi tariffari applicati da Trenitalia negli ultimi 2 anni, i quali hanno determinato un maggior costo dei biglietti del 20% per i treni Alta Velocità e del 26% per gli Espresso".

Non ha senso parlare di tariffe scontate e low cost perché, denunciano Adoc, Codacons, MDC e UNC, "se lo sconto si applica su tariffe pesantemente maggiorate nell’ultimo periodo, la convenienza per i consumatori è relativa e assai più contenuta. Per tale motivo Casper boccia il milione di posti low cost lanciato oggi da Ferrovie, e annuncia di aver depositato un ricorso al Tar del Lazio contro gli aumenti "occulti" applicati da Trenitalia lo scorso aprile, affinché siano dichiarati illegittimi".

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