TRASPORTI. UNC Calabria: Trenitalia taglia i treni del Sud

Trenitalia taglia i treni del Sud e in particolare quelli di Calabria e Sicilia: con il nuovo orario, sono saltati 12 treni a lunga percorrenza. È la denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria: "Dal 1° marzo 2010 nella distrazione di una classe politica che non ha proceduto ad una levata di scudi come in altre occasioni, ma ha preferito solo rimpallarsi le rispettive responsabilità, Trenitalia S.p.A. – denuncia UNC Calabria – ha disposto la soppressione di ben 12 treni a lunga percorrenza che collegavano direttamente Reggio Calabria e la fascia ionica calabrese con Torino, Milano e viceversa, con conseguente possibile perdita di posti di lavoro. La versione ufficiale è come al solito quella della mancata produttività di tali collegamenti dovuti alla scarsa utenza, ma bisogna dire che il personale ferroviario in servizio su tale tratta, ha smentito categoricamente tale versione dei fatti, sostenendo invece che nell’arco dell’anno , su questi treni si incontrano migliaia di utenti, viaggiatori abituali, che per ragioni di lavoro, di studio e familiari vivono sopratutto da pendolari, partendo per le destinazioni settentrionali la domenica sera e facendo rientro a casa il venerdì".

Il presidente dell’UNC Calabria Saverio Cuoco annuncia che valuterà con il "centro di orientamento giuridico del consumatore", l’opportunità di avviare una class action per violazione degli standard minimi qualitativi del servizio di trasporto ferroviario.

Viene penalizzato il turismo verso il Sud, denuncia l’associazione, salta il collegamento diretto con Genova, e con i treni mancanti anche il collegamento dei centri cittadini meridionali della Calabria e della Campania.

"La società Trenitalia – continua UNC – sostiene di aver compensato la soppressione dei suddetti treni con il potenziamento del treno notte 1926 che collega la Sicilia a Milano, ma questo convoglio oltre a non svolgere servizio passeggeri (solo vagoni letto e cuccette), non può assolutamente soddisfare la domanda dei viaggiatori dei treni soppressi, in considerazione del fatto che i convogli soppressi trasportavano da 700 a 900 passeggeri, ognuno, e che il potenziamento consiste soltanto in un massimo di 180 posti del tutto inadeguati".

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