TRASPORTI. Ue, check-in Ryanair potrebbe essere pratica commerciale sleale

BRUXELLES. Le pratiche del check-in della Ryanair finiscono nel mirino di Bruxelles e potrebbero essere sanzionate come pratiche commerciali sleali in base alle norme contenute nella direttiva 2005/29/CE. Intervenendo sull’argomento dopo un interrogazione dell’europarlamentare Francesco Ferrari, la Commissione europea ha spiegato come "la mancata comunicazione al consumatore di informazioni chiare, adeguate e complete sulle tariffe e su ogni altro costo associato alla prestazione di un servizio potrebbe ricadere nell’ambito di applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali, adottata l’11 maggio 2005". (La direttiva è stata recepita in Italia attraverso i decreti legislativi 145 e 146 del 2 agosto 2007).

Nella risposta fornita dal commissario Ue ai trasporti Jacques Barrot, si legge infatti che "ai sensi della direttiva, che disciplina le azioni e le omissioni ingannevoli, i professionisti devono fornire in modo chiaro e tempestivo le informazioni di cui i consumatori hanno bisogno per prendere una decisione consapevole: le informazioni si riferiscono anche ai prezzi e ad altri eventuali oneri.

Bruxelles specifica inoltre che "conformemente alla direttiva qualora un professionista rivolga un invito all’acquisto le informazioni sui prezzi devono essere veritiere e complete e includere tutti gli oneri, tutte le tasse e le imposte che il consumatore dovrà pagare (articolo 7, paragrafo 4, lettera c). Ai fini della tutela dei consumatori è fondamentale assicurare che i consumatori siano adeguatamente informati prima di prendere una decisione di acquisto".

Oltre alla possibilità di essere sanzionata in base alla direttiva del 2005, la Commissione Ue ha aggiunto che "questa pratica verrebbe comunque sanzionata dalla proposta della Commissione, la quale impone alle compagnie aeree di pubblicare le tariffe, comprensive di tasse, imposte, diritti, supplementi e commissioni applicabili e inevitabili, e le condizioni applicabili". Il riferimento è alla proposta di regolamento recante norme comuni per la prestazione di servizi di trasporto aereo nella Comunità (COM(2006) 396 definitivo) attualmente in discussione al Parlamento e al Consiglio.

L’interrogazione di Ferrari chiedeva alla Commissione delucidazioni in merito alla politica commerciale del vettore irlandese, che prevede, tra l’altro, un esborso aggiuntivo di 4 euro (per tratta) unicamente per effettuare il check-in all’aeroporto. Bruxelles ha risposto che "Conformemente alla proposta in discussione, i consumatori devono essere informati dell’esistenza di una tariffa di check-in prima della prenotazione del volo e, se la tariffa di check-in è inevitabile, deve essere inclusa nella tariffa pubblicata, in modo da consentire un effettivo confronto con le tariffe di altre compagnie aeree".

Il parlamentare faceva riferimento inoltre alla pratica che impedisce la possibilità di effettuare il check-in gratuito ad alcune categorie di viaggiatori (tra i quali, "passeggeri che viaggiano con bambino", "passeggeri che viaggiano dall’Italia al Regno Unito", "passeggeri che viaggiano con prenotazioni di gruppo (più di 9)", "passeggeri che viaggiano con attrezzature per la mobilità"). In merito a quest’ultimo punto l’esecutivo Ue ha sottolineato che la tariffa di check-in viene rimborsata ai passeggeri a mobilità ridotta, non vedenti o ipovedenti o che richiedono un’assistenza speciale all’aeroporto.

"Non si tratta di un attacco alle compagnie low cost, che hanno il merito di aver reso il mercato del trasporto aereo piú vivace permettendo a molti cittadini di volare a costi tutto sommato abbordabili", ha dichiarato a Help Consumatori Ferrari. "Ma il fatto che Ryanair offra dei voli a prezzi molto convenienti non l’autorizza a comportarsi come vuole o a violare le regole".

Spetta ora alle associazioni dei consumatori approfondire la questione e segnalare, eventualmente, la pratica commerciale sleale all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Eventuali segnalazioni possono essere effettuate anche dai cittadini al numero verde 800 166 661.

 

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