TRASPORTI. Ultimo treno per i pendolari? Legambiente pubblica “Pendolaria 2008”

Ultimo treno per i pendolari? Osservando il quadro emerso dal rapporto di Legambiente "Pendolaria", presentato oggi a Roma, c’è poco da essere ironici. "Senza treni e senza orari, è emergenza pendolari: zero risorse in finanziaria per i servizi essenziali e per i nuovi treni, Stato e Regioni investono sulle strade a danno delle ferrovie". "Senza soldi – ha commentato l’ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti – non si canta messa".

Sono 14 milioni le persone che, secondo il Censis, si spostano ogni giorno per motivi di lavoro o studio verso le principali città – un processo esploso negli ultimi due decenni e in rapida e costante crescita – eppure gli investimenti per il servizio ferroviario pendolare da parte dello Stato sono fermi da anni. Secondo Legambiente, sul fronte investimenti, il servizio ferroviario pendolare è fermo da anni.

"Nella Finanziaria in corso di approvazione alla Camera – ha affermato il responsabile trasporti di Legambiente, Edoardo Zanchini – mancano all’appello almeno 400 milioni di euro per garantire i servizi essenziali e scongiurare il taglio di linee frequentate da migliaia di persone ogni giorno. E’ stata perfino abolita la detrazione per gli abbonamenti al servizio pubblico introdotta dalla Finanziaria 2008". Di qui l’incertezza del nuovo orario di Trenitalia che dovrebbe entrare in vigore il 14 dicembre, perché secondo Legambiente l’azienda non sarebbe ancora in grado di stabilire quali e quanti mezzi dispone.

Anche sul fronte Regioni la situazione non è migliore e l’ammontare degli stanziamenti per il servizio (ossia il contributo a Trenitalia o agli altri concessionari per avere più treni in circolazione) e per l’acquisto di nuove carrozze non arriva in nessun caso allo 0,4% del bilancio regionale. La spesa regionale per le infrastrutture ha visto premiare nel periodo 2002-2008 per circa l’84% gli investimenti a favore delle strade, mentre alle ferrovie e alle metropolitane sono stati destinati rispettivamente il 10,57% e il 5,53% del totale.

La Toscana è la Regione che spende di più per i pendolari rispetto al proprio bilancio ed è la Regione che con più continuità in questi anni ha investito per migliorare il servizio ferroviario pendolare (in termini di treni/km e nuove carrozze) e i numeri stanno dimostrando che questa direzione paga. Anche in termini di aumento della domanda si è passati da 165mila passeggeri trasportati nel 2000 a 225mila nel 2008. La scelta della Regione è stata di lavorare su un orario dei principali collegamenti regionali cadenzato e coordinato (chiamato Memorario) in modo da potenziare le linee per Firenze da Livorno e Carrara. Le situazioni più gravi sono invece quelle di Veneto, Piemonte e Lazio dove c’è una rilevante domanda pendolare a fronte di investimenti pari allo 0,02 o 0,03 del bilancio o che addirittura non hanno stanziato alcuna risorsa aggiuntiva in questi anni.

"La nostra mobilitazione – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – vuole dare voce a un’alleanza di cittadini, associazioni, comitati che si battono per un interesse generale. In un periodo in cui sembrano venire al pettine i nodi di una crisi economica, energetica e climatica globale, un forte rilancio del trasporto ferroviario pendolare rappresenta una scelta lungimirante, che incrocia nuove domande, offre una risposta concreta ai bisogni dei cittadini e insieme guarda al futuro delle città italiane. Perché offre la possibilità a centinaia di migliaia di persone che oggi sono obbligate a muoversi in macchina di scegliere il treno, migliorando così la qualità della vita e diminuendo congestione e inquinamento urbano".

"Le condizioni igieniche dei vagoni – ha affermato Valentina Coppola di CODICI – sonosicuramente insufficienti. I bagni non corrispondono sicuramente agli standard richiesti di igiene e puliza e spesso sono addirittura chiusi. Questa è una situazione realmente inaccettabile sappiamo che un esercizio commerciale, come un bar, non può restare aperto tenendo i servizi chiusi, non capiamo come questo sia possibile su un treno. Inoltre, a fronte di ritardi di ore , Trenitalia non si fa carico delle conseguenze: il massimo del rimborso ottenibile è quello del biglietto".

"Cristo si è fermato ad Eboli…Non vorrei che Moretti si fermasse a Napoli". Così il presidente del Movimento del Cittadino, Antonio Longo intervenendo alla presentazione del Rapporto di Legambiente. "Mi pare – ha detto Longo – che l’attenzione, gli investimenti delle ferrovie e le risorse si stiano concentrando in prevalenza sulla velocizzazione delle tratte più redditizie come la Torino-Milano e la Milano-Napoli. C’è un conflitto di interessi da risolvere, non so se lo deve risolvere Trenitalia aprendo all’alta velocità oppure se sia compito delle Regioni ma una soluzione va trovata".

Di Laura Muzzi

LINK: Il Rapporto di Legambiente

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