TRASPORTI. Viaggiare in aereo: la storia di un disabile e l’indifferenza degli addetti

Una sedia a rotelle, necessaria per lo spostamento, priva di pedaliera, senza freni per bloccare le ruote. E’ il disagio subito da Roberto Visintin all’aeroporto "C. De Gaulle" di Parigi lo scorso maggio che in una lettera indirizzata alla nostra redazione esprime il suo rammarico per l’accaduto.

Il nostro lettore, un portatore di handicap (poliomielitico agli arti inferiori dal 1942, invalido all’85% ) di ritorno da un viaggio a Cuba, faceva scalo all’aeroporto francese ma a causa del ritardo dell’aereo proveniente da L’Avana fu costretto ad una sosta di tre ore in attesa del successivo volo diretto in Italia: "una situazione banale ed abbastanza frequente che mi apprestavo a vivere senza particolari patemi e con tanta rassegnazione", scrive Roberto.

Come da contratto di viaggio e secondo gli accordi internazionali veniva assegnata al passeggero l’assistenza di una persona che con l’ausilio di una sedia a rotelle l’avrebbe condotto fino all’imbarco per l’Italia. La sedia a rotelle, mezzo necessario per lo spostamento, era però priva di pedaliera, con la tela di seduta a 8-10 cm. da terra e senza i freni per bloccare le ruote. La precaria situazione divenne ancor più drammatica quando con il passare delle ore si presentò la necessità di soddisfare un’esigenza fisiologica.

Il passeggero cercò invano di chiedere aiuto al personale dell’aeroporto dal momento che le pessime condizioni della carrozzella, in particolare l’assenza del freno, gli impedivano qualsiasi spostamento in autonomia: "Ogni mia richiesta venne ignorata – racconta il signor Visintin – e sino al momento dell’imbarco vissi il mio dramma tra l’indifferenza degli addetti in divisa che inutilmente supplicavo di aiutarmi".

Da quel giorno Roberto soffre di forti dolori alla gamba sinistra dovuti ad uno strappo inguinale conseguente agli sforzi posti in essere per raggiungere la stazione eretta. Tra l’altro lo strappo ha ulteriormente ridotto la già limitata autonomia aggiungendo un’ulteriore invalidità del 3% come dichiarato dal medico legale nella sua perizia.

Al rientro in Patria, Roberto inviò all’Air France una relazione sull’accaduto manifestando tutto il suo disappunto per lo spiacevole inconveniente. La risposta della compagnia aerea si traduce in "un’offensiva", ossia un’offerta di denaro "priva di una sola parola di scuse o di una qualche espressione di rammarico". "Se la sofferenza fisica è stata grande, più forte e devastante è stata quella morale – scrive Roberto – solo perchè funzionalmente diversa".

Coloro che hanno vissuto un accaduto simile possono contattare Roberto VISINTIN, via Gradisca 41 – FARRA D’ISONZO – GORIZIA.Tel. casa 0481-888055. cell. 347-3888693. e-mail: Foliga@ Libero.it.

 

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