TRASPORTI. Viaggio nel trasporto regionale tra disservizi e silenzi

Quando raggiungere la Romagna dal Golfo di Napoli in treno diventa un’esperienza e non semplicemente un viaggio. A raccontarla il presidente di Legambiente turismo, Luigi Rambelli, che inaugura così le attività della stagione autunnale dell’Associazione. Un’esperienza che l’ha condotto a scoprire non solo le bellezze paesaggistiche ma anche e soprattutto le inefficienze del trasporto regionale, che non conosce distinzioni: regione che vai, disservizi che trovi.
Il "tour" ha inizio da Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Davanti alla stazione di Torre Annunziata c’è un picchetto di volontari distribuisce volantini contro il nuovo piano dell’azienda che parte lunedì 12 e prevede tagli di molte corse. "Saliamo sul direttissimo che arriva da Sorrento con 15 minuti di ritardo ma nessuno si spaventa per così poco – racconta Rambelli – La sorpresa arriva una volta saliti a bordo allorchè la voce registrata ci comunica che "la prossima fermata è la Villa dei Misteri di Pompei", sulla linea ma due stazioni più indietro. In realtà la tratta dispone di un sistema informatico basato sul tempo percorso dal convoglio e non sulla località nella quale si trova e quindi il ritardo fa sì che all’arrivo a Napoli l’altoparlante e la striscia luminosa ci comunicano che siamo arrivati ad Ercolano. Pendolari e residenti snobbano la cosa con un sorriso (qualcuno si sganascia) non così i numerosi turisti italiani e stranieri che non conoscono i luoghi e si interrogano fino all’arrivo per poi unirsi al sorriso".

Non diversa la situazione del trasporto in Romagna. "Alla stazione di Bologna Centrale non si dà alcuna comunicazione sulla eventuale coincidenza da Castelbolognese verso Ravenna. Molti lo sanno comunque e altri si avvalgono delle informazioni richieste al personale viaggiante. Nel corso del viaggio il capotreno comunica che i bagni di bordo non funzionano, che non sono riparabili e che chi ha "bisogni" deve rivolgersi al personale di bordo per poter usufruire delle toilette delle stazioni. Poi il treno si ferma per circa 15 minuti. In seguito viene annunciato che causa lavori di manutenzione il treno è in ritardo. All’arrivo a Castelbolognese il treno coincidente non ci ha aspettato. Il binario è vuoto, il capotreno tace e l’altoparlante della stazione impresenziata anche. Non resta che guardare il tabellone degli orari che annuncia il treno successivo. Lo sportello della biglietteria reca un cartello nel quale si annuncia che gli operatori staccano alle 13,35 ma invece alle 13.00 è già chiuso. Inutile chiedere il perchè: non resta che telefonare ad amici e parenti oppure aspettare il treno successivo come fanno tre spagnoli diretti a Ravenna che andranno a ingrossare le file degli stranieri intervistati dagli istituti di ricerca che dichiarano che l’informazione e i servizi sono la pecca più rilevante da imputare all’organizzazione turistica italiana".

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