TRASPORTI. Viareggio, MDC: “Moretti chieda scusa per le affermazioni sull’incidente”

Per l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, il grave incidente avvenuto il 29 giugno 2009 a Viareggio, che ha causato la morte di 32 persone, sarebbe "un episodio spiacevolissimo". Moretti ha utilizzato proprio questo aggettivo durante un’audizione al Senato del 2 febbraio scorso, in cui l’AD ha spiegato che "tutti vogliono la liberalizzazione delle ferrovie e poi appena succede la minima cosa, vogliono essere tutti più sicuri del re".

In seguito a queste dichiarazioni il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, ha spedito una lettera a Moretti, chiedendo le scuse pubbliche.

Ad appoggiare il sindaco di Viareggio c’è il quotidiano Il Tirreno che ha lanciato una petizione online. E il Movimento Difesa del Cittadino, apprezzando l’iniziativa del quotidiano, chiede a Moretti di accogliere l’invito del sindaco di Viareggio a scusarsi pubblicamente per aver definito, il 2 febbraio scorso davanti al Senato, "una minima cosa che fa gridare all’allarme sicurezza" il tragico incidente ferroviario del 29 giugno in città". "Moretti si vergogni anzitutto – dichiara Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – chieda scusa alle famiglie delle 32 vittime e all’intera città di Viareggio e poi a tutti i viaggiatori. E’ davvero incredibile che il capo di una azienda pubblica possa fare affermazioni così inaccettabili e prive di qualsiasi sensibilità. Sapevamo che Moretti era un "duro", ma in questo caso ha superato ogni limite di decenza".

"Ferrovie dello Stato – continua il Presidente Longo – sarà anche la prima in Europa quanto a sicurezza, ma la tragedia dell’incidente di Viareggio resterà sempre come una macchia indelebile sull’operato di una azienda che, peraltro, non è certo prima per puntualità, comfort e igiene. Ne sanno qualcosa le centinaia di migliaia di pendolari che ogni mattina utilizzano i treni delle aree metropolitane di Milano, Roma, Torino, Genova e delle altre aree di maggior traffico ferroviario. L’arroganza e la durezza non pagano mai, tantomeno di fronte alla morte dei 32 persone innocenti".

 

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