TRASPORTI. Video-pedaggio, Adoc: poco chiaro e invasivo della privacy

Poco chiaro e invasivo della privacy. Sono questi i due aggettivi che Adoc utilizza per spiegare il meccanismo di video-pedaggio proposto dall’Anas da installare sul Grande Raccordo Anulare di Roma. "Il meccanismo di pagamento per via elettronica che l’Anas intende adottare ci appare tortuoso, poco chiaro e invasivo della privacy – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – ribadiamo, inoltre, la nostra contrarietà a qualsiasi forma di pagamento sul Gra. I pedaggi creerebbero un danno di 600 euro l’anno per i cittadini e oltre a costituire un maggior onere anche per lavoratori e commercianti che utilizzano il Raccordo, che va considerato alla stregua di una strada urbana data la carenza di trasporti pubblici nella Capitale, il pedaggio innalzerebbe oltremodo i costi per raggiungere gli aeroporti. Riteniamo inaccettabile anche l’eventuale pedaggio sulla Roma-Fiumicino, che andrebbe a danneggiare gravemente non solo i consumatori e i turisti, per i quali arrivare a Fiumicino sarà sempre più dispendioso, ma anche i residenti della zona e l’intera area commerciale e fieristica presente a ridosso della tratta. Per i pendolari, inoltre, non deve essere previsto un aggravio dei costi, data anche la situazione dei treni che spesso, per i ritardi e le condizioni precarie di confort, rendono l’auto come sola alternativa per arrivare al lavoro in tempo. Roma è la Capitale d’Italia e non si può pretendere che chi si reca in città per sbrigare pratiche o fare incontri o per lavoro debba pagare un assurdo balzello". L’Associazione ribadisce, inoltre, la sua contrarietà ad ogni forma di pagamento sul Gra e sulla Roma-Fiumicino.

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