TRASPORTO AEREO. Aeroporti: Fiumicino vola, in passeggeri e in rumore

Fiumicino "vola" più degli altri aeroporti europei, ha contato più di 33 milioni di passeggeri lo scorso anno, con un aumento che si attesta al 6% nei primi sei mesi del 2010. "Fiumicino sta crescendo, attrae sempre nuovi passeggeri, anche nella fase segnata dalla crisi, ed è ormai entrato a far parte del «pantheon» dei grandi hub (nella graduatoria europea, ha superato per traffico un grande aeroporto come quello di Monaco). Si tratta di una opportunità da valorizzare, mettendo l’aeroporto nelle condizioni di incrementare la sua capacità di accoglienza e garantendo servizi di qualità per i passeggeri". È quanto rileva la ricerca «Crescere per fare crescere. Le condizioni socio-economiche per lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino e gli impatti attesi sulla vita delle comunità coinvolte», avviata dal Censis. Allo stesso tempo, lo scalo di Fiumicino è causa di inquinamento acustico notevole ed emergono dati allarmanti dal monitoraggio ambientale fatto a Fregene, Maccarese e Focene, secondo quanto denunciano Legambiente Lazio e il Comitato "FuoriPISTA", che chiedono l’avvio di una campagna di monitoraggio ambientale ed epidemiologico da parte della Regione, oltre alla massima trasparenza informativa su tutta la documentazione presente.

La ricerca del Censis evidenzia che, a livello generale, "nel 2009 sono stati 129,8 milioni i passeggeri in transito negli aeroporti italiani, e nei prossimi anni sono destinati ad aumentare. In Europa il traffico aereo ha superato quota 1,2 miliardi di passeggeri, con un incremento tra il 2000 e il 2009 del 26%". In un contesto internazionale dominato dalla crisi, "Fiumicino corre più dell’Europa – rileva il Censis – Unico tra i grandi scali europei, nella crisi l’aeroporto di Fiumicino ha aumentato i suoi passeggeri, che nel 2009 hanno superato largamente la soglia dei 33 milioni (poco meno del 26% del totale dei passeggeri in transito negli aeroporti italiani), con un incremento del 3% rispetto al 2007, a fronte del -4% registrato a livello nazionale. Nello stesso periodo Heathrow di Londra ha perso il 3% di passeggeri, Roissy-Charles de Gaulle di Parigi il 3,4%, Francoforte il 6%, l’aeroporto Madrid-Barajas il 7,3%, Schipol di Amsterdam l’8,9%. Nei primi sei mesi del 2010 i passeggeri di Fiumicino sono aumentati di un ulteriore 6% su base annua, consolidando un trend di crescita decennale, visto che nel periodo 2000-2009 i passeggeri sono aumentati di 7,5 milioni (+29%)".

Nei primi sei mesi del 2010 il 64% dei passeggeri del "Leonardo da Vinci" ha volato su rotte internazionali: il 43% su rotte da e per l’Europa, l’8,5% da e per l’America, il 7,6% da e per l’Asia, il 5% da e per l’Africa. I passeggeri su voli internazionali all’interno dell’Ue sono aumentati del 5,3% e quelli con destinazioni extra-Ue del 19,1%.

Il Censis sottolinea le opportunità rappresentate dallo scalo: "L’aeroporto non è più solo stazione di arrivo e di partenza, anonimo «non luogo» della modernità, ma evolve come polo polifunzionale che si apre al territorio, vero e proprio hub di attività, servizi, funzioni non solo commerciali, ma anche culturali, ad uso di chi l’aeroporto lo attraversa, ma anche delle comunità locali che risiedono nel territorio circostante". E sottolinea il risvolto economico: dagli attuali 165 mila occupati diretti e indiretti si può arrivare, con 50 milioni di passeggeri, a circa 250 mila posti di lavoro.

Non ci sono solo questi dati, però, ma anche l’impatto ambientale che uno scalo internazionale come quello di Fiumicino porta con sé. Denunciano Legambiente Lazio e "FuoriPISTA": "Decibel alle stelle per i decolli e gli atterraggi allo scalo "Leonardo da Vinci" di Roma Fiumicino. Le popolazioni che vivono nei centri abitati circostanti subiscono un bombardamento acustico ininterrotto che raggiunge livelli preoccupanti. Tra i sei siti monitorati con Legambiente Lazio e il Comitato "FuoriPISTA" dalla società "Strategie Ambientali" la situazione più grave appare quella in viale dei Polpi, nel centro abitato di Focene: qui i fonometri hanno evidenziato un livello medio (Leq) pari a 82,4 decibel dB(A) e un picco di 101,7 decibel dB(A), in corrispondenza di un decollo. Ma anche le altre rilevazioni non sono state da meno: dai 91,7 decibel di picco (con livelli equivalenti sino a 75,6 decibel) registrati in via della Trigolana a Maccarese ai 95,4 decibel di picco (84,5 Leq) in via della Muratella-Centro 20. E ancora, dagli 88,0 decibel di picco (69,1 Leq) in prossimità dell’istituto "Leonardo da Vinci" in via di Maccarese ai 95,7 decibel di picco (74,1 Leq) nel sito del campo sportivo Paglialunga (Parco dei Principi, Fregene)". La zonizzazione acustica prevede per tali centri un limite diurno di 55 dB(A). I decolli e gli atterraggi sono numerosissimi: il 26 luglio sono stati contatti 884 movimenti, fra i quali 459 decolli e 425 atterraggi.

La denuncia degli ambientalisti riguarda però anche la scarsa trasparenza dei dati disponibili per le centraline di monitoraggio del rumore. "Una cosa è certa: nessuna sanzione è stata mai applicata e soprattutto nessun dato è mai stato reso pubblico. Men che mai quelli delle 4 centraline che nell’ambito del progetto "Cristal" (Centro Regionale Infrastrutture Sistemi Trasporto Aereo del Lazio) sono state installate a fine 2009 al centro anziani di Fregene in via Porto Conte, alla scuola elementare in via Coni Zugna e all’Hotel Cancelli Rossi di Fiumicino, oltre che al centro di pesca sportiva in via del Fontanile di Mezzaluna a Maccarese".

"I nostri dati al momento sono gli unici disponibili per i cittadini e rappresentano una fotografia della situazione estremamente allarmante – ha detto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Non solo ‘bagagli smarriti’ insomma nel più grande aeroporto italiano, ma anche tanto rumore invivibile per i cittadini di ampie zone intorno all’aeroporto. È ineludibile mettere mano al ripristino della legalità ambientale con la messa a norma dei livelli acustici prodotti dall’attività esistente, bisogna predisporre e attuare con urgenza i piani previsti dalle normative per contenere il frastuono. Sorge però spontanea una domanda: come si può, in queste condizioni, anche solo pensare allo sviluppo nei prossimi anni dello scalo di Fiumicino?".

A una società inglese è stata infatti affidata la realizzazione di un Masterplan per un raddoppio dello scalo, denunciano gli ambientalisti, da realizzarsi a danno della Riserva Statale del Litorale Romano. "Viene da chiedersi perché non sia stata effettuata sino ad oggi una indagine ambientale ed epidemiologica sistematica sull’impatto dello scalo di Fiumicino e in particolare sull’esposizione continua delle popolazioni locali e dei bambini al rumore, alle polveri sottili e alle emissioni di CO2 – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Eppure stiamo parlando del più grande aeroporto d’Italia anche nelle sue dimensioni attuali. E mentre a Ciampino per il buon progetto ‘Cristal’ sono state collocate ben 8 centraline di monitoraggio acustico, le cui rilevazioni sono state rese note, a Fiumicino ne sono state messe tardi e male solo 4 di cui non si sa nulla".

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