TRASPORTO AEREO. Cieli bloccati: “Da Varsavia a Milano in autobus a nostre spese”

Da cinque giorni gli aeroporti di tutta Europa sono nel caos per il blocco dei voli generato dall’emergenza dell’eruzione vulcanica islandese. Domenica e lunedì sono state le giornate più tormentate per i viaggiatori che sono stati vittime di questo blocco. Da subito le Associaizoni dei consumatori hanno ricordato i diritti dei passeggeri in casi eccezionali ed imprevedibili, come quelli prodotti da eventi naturali. In questi casi – hanno ribadito le Associazioni dei consumatori – il passeggero ha diritto all’assistenza diretta in aeroporto, nonché alla sistemazione alberghiera, ai trasferimenti da e per l’aeroporto, a pasti, bevande e chiamate telefoniche e la compagnia aerea è tenuta al rimborso del prezzo del biglietto o ad imbarco su volo alternativo.

Ecco, invece, la storia di un gruppo di viaggiatori italiani che hanno contattato la redazione di Help Consumatori per segnalare il loro caso, che non coincide con le raccomandazioni fatte dalle Associazioni dei consumatori. Questo gruppo di italiani da domenica sta cercando di arrivare a Milano da Varsavia, con la compagnia aerea Lufthansa. "Io avevo il volo domenica sera da Varsavia a Milano Malpensa con Lufthansa – racconta una ragazza – Il volo naturalmente è saltato; in aeroporto la compagnia ci ha detto che non sapeva nulla e che avremmo dovuto arrangiarci perché loro non coprivano l’albergo, nonostante le nostre pressioni".

"Ci hanno riprogrammati sul volo del lunedì mattina e su quelli successivi ma anche questi voli non partivano. Ad un certo punto ieri mattina ci hanno detto che stavano organizzando un autobus per gli italiani dei voli Varsavia-Milano. Ci hanno detto che l’avrebbero pagato loro, ma che avevano bisogno di venti passeggeri per coprire le spese. Noi abbiamo cominciato a radunare gli italiani e quando ci siamo resi conto che stavamo arrivando a venti ci hanno detto di revocare la prenotazione dall’albergo e aspettare perché l’autobus sarebbe partito alle 20. Ma ad un certo punto ci hanno detto che servivano trenta passeggeri per l’autobus. Il problema però è che gli altri non venivano in aeroporto perché chi chiamava il servizio clienti della Lufthansa gli veniva detto che l’opzione autobus era impossibile".

"Dunque quella dell’autobus è stata solo una tattica per far star buoni quelli che erano in aeroporto; non credo che abbiano mai avuto intenzione di prendere un autobus. E lunedì sera stessa storia: l’autobus non potevamo prenderlo e la compagnia non ci pagava l’albergo. A quel punto in otto siamo riusciti a trovare, grazie ad una coppia di italiani che parlava bene il polacco, un mini-bus e siamo in viaggio da ieri sera. In questo momento siamo ancora in Trentino e abbiamo pagato 160 euro a testa per questo viaggio. I treni sono tutti pieni, gli autobus pubblici anche e questo è stato l’unico modo per tornare in Italia e per non continuare ad essere presi in giro dalle compagnie aeree".

di Antonella Giordano

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