TRASPORTO AEREO. Commissione Ue, sì definitivo alla “black list”

L’Unione europea ha oggi dato via libera alla sua prima ‘lista nera’ con i nomi di 92 compagnie aeree, in gran parte africane, giudicate a rischio i cui voli verranno banditi nei 25 stati membri, mentre altre 3 compagnie saranno sottoposte a restrizioni.

La "lista nera" sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue di venerdì prossimo ed entrerà in vigore dal giorno successivo. La netta maggioranza delle compagnie interessate sono africane, tra cui 51 della Repubblica democratica del Congo, 11 della Guinea equatoriale, 14 della Sierra Leone, 4 della Liberia e 6 dello Swaziland. Le altre sono invece della Corea del Nord, Afghanistan, Kazakistan, Kirghizistan, Thailandia e Comore. Una buona parte sono solo destinate però esclusivamente al trasporto delle merci.

La "lista nera" si presenta come un elenco diviso in quattro colonne. La prima indica il nome della compagnia, così come figura sull’Aoc (Certificato di operatore aereo, che viene rilasciato dall’autorità aeronautica dello Stato dove l’operatore ha la sua sede legale); nella seconda c’è la licenza dell’Aoc; la terza indica la sigla della compagnia, e cioè il numero di registrazione nell’Organizzazione internazionale aviazione civile (Icao), l’agenzia autonoma dell’Onu incaricata di sviluppare i principi e le tecniche della navigazione aerea, delle rotte e degli aeroporti e di promuovere la progettazione e lo sviluppo del trasporto aereo internazionale rendendolo più sicuro ed ordinato; la quarta segnala, infine, lo Stato al quale appartiene la compagnia.

Per molte delle compagnie, i dati relativi alla seconda e alla terza colonna sono indicate quali "sconosciuto". L’elenco è stato elaborato da un comitato regolatore, rappresentato dagli esperti dei 25, che ha a sua volta lavorato sulla base delle liste inviate dagli stati membri riguardanti le compagnie bandite nel territorio nazionale, che avevano tempo per inviare i propri dati a Bruxelles fino al 16 febbraio scorso. La decisione è stata presa dopo l’incidente aereo di Sharm el Sheik del 2004.

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