TRASPORTO AEREO. Dal Parlamento Ue maggiori tutele per i passeggeri

Un ulteriore passo in avanti nella tutela dei passeggeri del trasporto aereo è stato compiuto ieri con l’approvazione da parte del Parlamento del regolamento che impone alle compagnie aeree di specificare tariffe, tasse, diritti aeroportuali e ogni altro supplemento connesso, ad esempio, alla sicurezza o ai carburanti.

"La sordità dei vettori aerei europei adesso non ha più nessuna scusante – ha dichiarato l’avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti di Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato Tutela Diritti del Passeggero presso Enac Con l’approvazione del regolamento è stata fatta definitivamente certezza sulla materia anche oltre i confini nazionali. Le compagnie dovranno adeguarsi tempestivamente alle nuove disposizioni.

A maggio scorso nella sua relazione intermedia su un’indagine che ha coinvolto 15 autorità nazionali , il commissario Meglena Kuneva sosteneva che la violazione maggiormente riscontrata è quella dell’ingannevolezza dei prezzi (58% dei casi) cui segue l’irregolarità dei termini contrattuali (49%) e la mancata disponibilità di un’offerta pubblicizzata (15%).

Lo scorso anno il Parlamento europeo aveva adottato una Relazione di Arūnas Degutis (ALDE, LT) riguardante la proposta di revisione del cd "terzo pacchetto aereo" del 1992. Secondo il provvedimento i biglietti aerei devono indicare chiaramente ai consumatori il prezzo finale compreso delle tasse ed eventuali spese aggiuntive. Adottando questo emendamento il Parlamento intende porre fine alla scorretta pubblicità ed informazione dei passeggeri . Inoltre la stessa Europa ha dato uno stop ai vettori, sanzionando i siti che vendevano biglietti aerei senza nessuna specificazione dei costi, anzi indicando costi iniziali irrisori che andavano crescendo mano a mano che l’acquirente proseguiva nell’acquisto on line.

In Italia, invece, nell’aprile 2007 con l’approvazione del secondo "Pacchetto Bersani" il Governo è intervenuto sulla questione. L’art.3 della legge 40/2007, infatti, "al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe aeree, di garantire ai consumatori un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, vieta le offerte e i messaggi pubblicitari di voli aerei recanti l’indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi, ovvero riferiti a una singola tratta di andata e ritorno, a un numero limitato di titoli di viaggio o a peridi di tempo delimitati o a modalità di prenotazione".

Sembra che le norme, nazionali ed europee, inizino a produrre gli effetti sperati. Dal primo gennaio di quest’anno, infatti, l’Antitrust ha comminato ben sei condanne accompagnate da sanzioni per 47.500 euro. Secondo Il Sole 24 ore, le multe sono legate alla pubblicità di tariffe aeree considerate ingannevoli. I procedimenti hanno riguardato campagne pubblicate su quotidiani e periodici che promettevano viaggi a prezzi molto bassi se non gratis, omettendo di dichiarare tasse e supplementi aggiuntivi. Tra le compagnie colpite ci sono le low cost, come Aer Lingus, Easyjet e Jet2.com, ma anche la Czech Airlines e la British Airways, che dovrà sborsare 12 mila euro di risarcimento.

Chiederemo – ha concluso l’avvocato Calì – la vigilanza sull’osservanza delle norme e l’erogazione delle sanzioni che, come prevede il regolamento, devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.

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