TRASPORTO AEREO. Enac: un 2010 più che positivo

Un’estate senza lamentele e, nel complesso, un anno positivo in termini di espansione, servizi e puntualità. E’ questo il bilancio del traffico aereo tracciato dall’Enac dopo i mesi estivi: il traffico aereo italiano è cresciuto con una media superiore a quella europea (che è stata del 6%) e si è recuperato molto in termini di puntualità ed efficienza del servizio bagagli (con Alitalia che si piazza più avanti delle altre compagnie aeree europee). Nei mesi di luglio e agosto 2010 i due principali aeroporti italiani, Roma Fiumicino e Milano Malpensa, hanno registrato un aumento, rispettivamente dell’8,6% e dell’8,9% sullo stesso periodo del 2009.

E quest’anno la media dei reclami ricevuti dall’Enac è calata significativamente e non ci sono stati episodi clamorosi. "Ci teniamo dentro un range di eccellenza poiché la gran parte dei ritardi che abbiamo avuto non sono stati di origine italiana, ma europea – ha dichiarato il Presidente dell’Enac Vito Riggio durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi a Roma – Stiamo ottenendo grandi risultati dal punto di vista dell’ambiente: ad esempio all’aeroporto di Fiumicino tutte le navette non vanno più a gasolio ma sono diventate elettriche e faremo in modo che tutte le auto che stanno sui piazzali degli aeroporti diventino elettriche; dobbiamo poi avere molto più fotovoltaico perché abbiamo sottoscritto un protocollo per la riduzione delle emissioni".

Positivi anche i dati sulla riconsegna dei bagagli: quest’anno c’è stato un 33% in meno di smarrimenti rispetto allo scorso anno e gli aeroporti italiani sono messi meglio di quelli europei. Il prezzo unitario del biglietto aereo resta basso, visto che a fronte di una crescita del numero dei passeggeri non corrisponde una crescita dei guadagni delle compagnie. E il tasso di concorrenza del trasporto aereo italiano è molto alto, sia sulle tratte nazionale sia su quelle intercontinentali.

Insomma un quadro roseo, se non fosse per la frammentazione degli aeroporti che, secondo l’Enac, va assolutamente superata. "A luglio abbiamo depositato al Ministero dei trasporti un nostro documento di studio per il riordino degli aeroporti – ha detto Riggio – Ne abbiamo selezionati 14 strategici su cui fare gli investimenti più importanti e altri 15 complementari. Ce ne sono altri 8 minori che potrebbero rientrare nella seconda fascia degli investimenti. Comunque servire 36-37 aeroporti è diverso che servirne 47, che sono quelli aperti oggi al traffico commerciale. Nessuno vuole chiudere a aprire altri aeroporti – ha precisato il Presidente dell’Enac – ma abbiamo il dovere di capire quali sono quelli strategici. Dopodiché se qualcuno vuole altri aeroporti che se li paghi considerando il fatto che se un aeroporto perde soldi non va bene per nessuno".

Riggio ha poi insistito sul tema degli investimenti: per investire negli aeroporti bisogna avere la certezza delle tariffe. E questa certezza dovrebbe arrivare entro aprile 2011 con l’applicazione della direttiva comunitaria che prevede che a controllare le tariffe aeroportuali sia un’Autorità diversa dal Governo. "Noi ci auspichiamo che questo controllo lo faccia l’Antitrust con un’apposita sezione, visto che di Autorità in Italia ce ne sono già troppe".

Infine, per quanto riguarda gli aeroporti di Viterbo e Grazzianise, Riggio ha precisato che si tratta di due aeroporti sostitutivi, rispettivamente di Ciampino e Capodichino, e che si faranno se ci sarà un rilevante investimento da parte dei concessionari. Sull’ipotesi aeroporto ad Agrigento sembra che ci sia la volontà di fare una micro struttura, ma l’Enac non ha ancora ricevuto nessuna indicazione dalla regione.

di Antonella Giordano

 

Comments are closed.