TRASPORTO AEREO. Nessuna assistenza se il è volo cancellato? Diritto a rimborso di spese ragionevoli

Il volo viene cancellato, ma la compagnia aerea non fornisce assistenza ai passeggeri: questi possono pretendere il rimborso di spese ragionevoli, che non devono essere detratte dalla compensazione pecuniaria che spetta loro in caso di cancellazione del volo. E’ quanto ha precisato l’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, intervenendo in una causa contro la Air France: a settembre del 2008 una famiglia aveva una prenotazione sul volo Air France da Parigi a Vigo, ma l’aereo non è partito e la famiglia è stata ricollocata su un volo con destinazione Oporto; da lì ha dovuto prendere un taxi sino alla città di Vigo. La famiglia in questione, ed anche gli altri passeggeri, hanno chiesto il rimborso di queste spese supplementari, più i danni morali e la compensazione pecuniaria prevista dal regolamento comunitario.

L’avvocato generale ha precisato che il regolamento non fissa alcuna limitazione rispetto al tipo di danno per il quale il passeggero può intentare un’azione. Questa questione deve essere considerata alla luce della legislazione nazionale e può quindi includere i danni morali. Il passeggero può, comunque, richiedere un risarcimento per le spese sostenute a causa dell’inadempimento da parte del vettore aereo dell’obbligo di fornire assistenza e sostegno. Sebbene tale risarcimento non sia espressamente previsto nel regolamento, è chiaro che l’obbligo di offrire assistenza e sostegno sarebbe vano se ad esso non potesse essere data esecuzione forzata. E l’obbligo di offrire assistenza e sostegno non dipende da una richiesta dei passeggeri, ma deve essere automatica.

 

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