TRASPORTO AEREO. Riaprono i cieli europei, ma non tutti

In queste ore sta tornando progressivamente alla normalità il traffico nello spazio aereo europeo che da giorni è nel caos per l’effetto dell’eruzione vulcanica islandese. Nella serata di ieri i Ministri dei Trasporti dell’Unione Europea, riuniti in un Consiglio straordinario a Madrid, hanno raggiunto un accordo sulla graduale apertura dello spazio aereo europeo, che è entrato in vigore stamattina alle 8.

Lo spazio aereo europeo è stato diviso in tre aree. La prima è quella più vicina al nucleo centrale dell’eruzione vulcanica; questa continuerà ad essere soggetta a restrizioni operative, poiché è impossibile garantirne la sicurezza. La seconda area è quella che non è stata interessata fin dall’inizio dal blocco del traffico aereo, ma che è stata investita successivamente dalla cenere. Le decisioni sul traffico aereo di quest’area verranno coordinate con le autorità degli Stati membri. Infine, la terza area è quella non investita dalla cenere che non sarà soggetta ad alcun tipo di restrizione del traffico aereo. Inoltre i Ministri hanno riconosciuto la necessità che gli Stati membri garantiscano la piena operatività di mezzi alternativi per i cittadini.

Oggi è prevista una discussione sul blocco aereo anche nell’Aula del Parlamento Europeo che è in seduta Plenaria a Strasburgo. L’ordine del giorno modificato prevede un dibattito con la Commissione sull’impatto della nube vulcanica e delle conseguenti restrizioni dei collegamenti aerei sull’economia europea; al dibattito saranno presenti il Presidente della Commissione Barroso e il Commissario per i trasporti Siim Kallas, il quale ieri ha risposto alle critiche arrivate dalla IATA alla gestione europea dell’emergenza. "Affermare che il modello europeo ha completamente fallito è decisamente sbagliato" ha detto Kallas ribadendo che la sicurezza rimane "la priorità assoluta" sulla quale non si "possono accettare compromessi"; Kallas ha poi sottolineato che questo tipo di crisi non rientra nelle competenze dell’Ue, ma degli organismi indipendenti.

Della necessità "di una strategia di intervento concertata fra i Paesi dell’UE e fra le organizzazioni nazionali dei consumatori" ha parlato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) e Rappresentante italiano del Gruppo Consultivo Europeo per i Consumatori (ECCG). "In questi giorni – ha detto Dona – tutti i consumatori europei hanno subito gli stessi disagi: cancellazione dei voli, speculazioni da parte dei tassisti e, soprattutto, mancata informazione da parte di alcune compagnie aeree dei propri diritti di passeggeri". "A questo si dovranno aggiungere i problemi legati al blocco delle merci deperibili (frutta, verdura, mozzarelle e fiori) e quelli legati a spedizioni, poste e corrieri inviati da un paese all’altro. In qualità di Rappresentante italiano presso l’ECCG – ha concluso Dona – mi attiverò con i colleghi degli altri Paesi membri affinché la Commissione Europea intervenga incisivamente a tutela dei consumatori".

Per la giornata di oggi l’Eurocontrol stima che la quota dei voli effettuati rispetto a quelli programmati salirà dal 30% di ieri al 45% e mercoledì si arriverà al 60%.

Intanto dalle 8 di stamattina è stato riaperto il cielo italiano, iniziando gradualmente, con i voli nazionali sulla direttrice nord-sud e viceversa. Lo ha comunicato l’Enac, in risposta all’accordo preso dai Ministri Ue. L’Enac ha precisato che il riavvio dei voli sarà contestualmente accompagnato da un monitoraggio tecnico sui velivoli, come stanno facendo le altre autorità per l’aviazione civile europee; in base a quanto stabilito dai Ministri dei Trasporti dell’Ue, successivamente l’Enac autorizzerà in modo progressivo con modalità che saranno specificate, anche tutti gli altri voli.

Si apprende dalle principali agenzie di stampa che i primi voli sono partiti da Fiumicino (due voli per Milano e uno per Amsterdam) e dagli scali di Malpensa e Linate (collegamenti nazionali). Molti Paesi, invece, stanno rimandando l’apertura del traffico aereo: Norvegia e Ungheria hanno chiuso nuovamente parte dello spazio aereo, la Polonia ha confermato il blocco degli scali, mentre l’Irlanda ha prorogato la chiusura fino alle 14.00 di oggi e la Danimarca fino alle 2.00 di domani.

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