TRASPORTO AEREO. Rimborsi, Iata: modifiche al regolamento. Dissente Confconsumatori

Non potevano passare inosservate le dichiarazioni rese nei giorni scorsi dall’ amministratore delegato della Iata, Giovanni Bisignani che, in merito al caos nel trasporto aereo conseguente all’eruzione del vulcano islandese, ha sostenuto che è necessario cambiare le regole dei rimborsi ai passeggeri. No al pagamento di hotel, pasti e telefonate a carico delle compagnie aeree per i passeggeri bloccati in un aeroporto a causa di eventi straordinari come quello della cenere del vulcano islandese che ha obbligato alla chiusura dello spazio aereo di mezza Europa.

"Dissentiamo dalle tesi sostenute dall’organizzazione" commenta Confconsumatori "in quanto sono in contrasto con il dettato normativo". "Dispiace che il direttore generale e amministratore delegato della Iata abbia dichiarato che quanto accaduto in questi giorni è un atto di Dio. Saremmo tentati di rispondergli scherza con i fanti e lascia stare i santi. Ma la questione merita altre risposte e ricordiamo a tutti, innanzitutto a noi stessi, che stiamo discutendo della dignità della persona umana, che merita rispetto anche nel settore del trasporto aereo" – ha dichiarato l’avv. Carmelo Calì, responsabile nazionale trasporti di Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti passeggeri presso Enac.

Secondo l’Associazione la Iata sa bene che queste situazioni rientrano tra le ipotesi di cancellazione del volo causate da circostanze eccezionali per le quali, oltre al rimborso del prezzo del biglietto, é necessario fornire anche assistenza. "E poiché non prestare l’assistenza significa violare il regolamento, di fronte a tali dichiarazioni chiederemo all’Enac di avviare un procedimento amministrativo finalizzato ad accertare tutte i casi di mancata assistenza, che si sono verificati in questi giorni ed irrogare le relative sanzioni" aggiunge l’Associazione.

In ogni caso, l’assistenza é un obbligo anche contrattuale a cui le compagnie sono tenute in virtù delle disposizioni di legge. E, quindi, l’eventuale inadempimento merita di essere censurato anche in via giudiziaria, con il rimborso a fronte dei relativi giustificativi delle spese sostenute, ma anche senza tali documenti, con pronunce in via equitativa da parte dei giudici.

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