TRASPORTO AEREO. Rumore, Corte UE: gli Stati stabiliscono i limiti per le aree vicine all’aeroporto

Gli Stati membri possono stabilire qual è il limite massimo per il rumore che un aereo può fare quando sorvola le aree vicino all’aeroporto. Le emissioni acustiche sono misurate al suolo, e non alla fonte, e le compagnie aeree devono rispettare tali limiti. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, intervenendo in una controversia tra la compagnia aerea European Air Transport (EAT) e la Regione di Bruxelles-Capitale.

Nel 2007 la Regione ha inflitto alla EAT una sanzione di oltre 56.000 euro per aver superato, durante la notte, i limiti stabiliti dalla normativa della Regione di Bruxelles. La compagnia aerea EAT ha fatto ricorso sostenendo che misurare i valori acustici massimi a livello del suolo (e non alla fonte), fosse in contrasto con la direttiva comunitaria.

La Corte ha spiegato che una normativa ambientale che impone limiti massimi alle emissioni acustiche misurate al suolo, che devono essere rispettati quando si sorvolano aree situate in prossimità dell’aeroporto, non costituisce, in quanto tale, una restrizione operativa dal momento che essa non vieta l’accesso all’aeroporto interessato. Unica eccezione va fatta qualora risulti che i limiti imposti da una normativa nazionale siano talmente restrittivi da obbligare in concreto i gestori di compagnie aeree a rinunciare all’esercizio della loro attività economica. Questa normativa equivarrebbe a un divieto di accesso e costituirebbe una restrizione operativa. Ma spetta, comunque, alla giurisdizione nazionale verificare se le misure adottate producano effetti del genere.

 

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