TRASPORTO AEREO. Ryanair-Enac, Consumatori: si rispettino i passeggeri e il diritto italiano

Ryanair ha minacciato di sospendere a partire dal 23 gennaio le rotte domestiche da 10 basi italiane a causa delle ordinanze dell’ENAC che obbligano la compagnia aerea irlandese ad accettare forme di identificazione dei passeggeri diverse dalla carta d’identità e dal passaporto per i voli domestici. Ryanair si era anche rivolta al TAR Lazio contro tali ordinanze ma il Tribunale amministrativo ha dato ragione all’Enac confermando l’equipollenza dei documenti di riconoscimento. La compagni aerea ha spiegato il suo rifiuto ad accettare tale equipollenza adducendo motivi di sicurezza. A tal proposito, l’Enac ha spiegato che "appaiono del tutto pretestuosi ed infondati i riferimenti ad aspetti relativi alla sicurezza, tenuto conto che in molti casi le segnalazioni giunte all’Enac riferivano che la compagnia Ryanair superava tali presunti "problemi di sicurezza" dietro pagamento di una penale a carico dei passeggeri in possesso di altri documenti di riconoscimento, lasciandoli in caso contrario a terra.

In merito alla decisione di Ryanair di cancellare propri voli da scali italiani a partire dal 23 gennaio prossimo, l’Enac sottolinea che tale scelta attiene esclusivamente alla politica commerciale del vettore, secondo le regole del libero mercato. L’Enac ribadisce che comunque Ryanair è tenuta a rispettare le norme comunitarie previste dal Regolamento (CE) n. 261/2004 in tema di tutele dei diritti dei passeggeri.
"Adiconsum, nel contenzioso apertosi tra Ryanair ed Enac, sostiene che Enac ha l’obbligo di far rispettare, così come sta facendo, le normative di legge italiane che prevedono l’utilizzo di altri documenti rilasciati dall’amministrazione dello Stato, oltre la Carta d’identità ed il Passaporto", sostiene Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum che aggiunge: "Ryanair non ha nessun diritto di disapplicare le leggi italiane o di sospendere i voli, soprattutto in presenza di contributi noti e legittimi (anche regionali pari a 190 milioni di euro) così come dichiarato poche settimane fa dall’ingegner Sabelli di Alitalia, contributi che pesano sui consumatori e sui cittadini".

Movimento Consumatori ha diffidato, invece, Ryanair affinchè garantisca sia i voli sia il diritto dei passeggeri ad utilizzare tutti i documenti di riconoscimento d’identità riconosciuti come validi dalla nostra legislazione. A tale proposito, si rileva che l’ENAC si è limitata esclusivamente a considerare i documenti di identificazione riconosciuti dalle legge italiana. "L’utilizzo di tali documenti – sostiene l’associazione in una nota – non costituisce pericolo per la sicurezza dei voli aerei di linea, né diminuisce le garanzie di sicurezza per i passeggeri. Al contrario, l’utilizzo di questi documenti favorisce i passeggeri ai fini dell’accettazione ed imbarco sul volo". La decisione di Ryanair di consentire ai passeggeri l’utilizzo della sola carta di identità e del passaporto è del tutto unilaterale e danneggia i cittadini, imponendo senza alcuna ragione, per i voli domestici, limitazioni nella utilizzazione dei documenti di identificazione.

"Peraltro – si legge – la scelta di Ryanair sembrerebbe legata alla circostanza che, come dalla stessa dichiarato, è preferibile che i passeggeri effettuino il check-in via internet e, al contempo, penalizza fortemente il check – in effettuato in aeroporto, imponendo in questo caso al passeggero una "tassa" di 40,00 euro. Riteniamo di estrema gravità la sospensione dei voli domestici, annunciata da Ryanair, con pesantissimi disagi per gli utenti su rotte in cui non sono sempre disponibili adeguate alternative". In mancanza di riscontro, Movimento Consumatori, agirà comunque in tutte le sedi competenti e anche in via d’urgenza per la tutela dei diritti dei consumatori.

 

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