TRASPORTO AEREO. Stop ai liquidi nei bagagli

I nuovi limiti – in vigore da oggi – imposti al bagaglio a mano sugli aerei sono destinati ad avere effetti sugli acquisti di souvenir alimentari come le bottiglie di olio e di vino che sono tra i ricordi più gettonati dei luoghi visitati da viaggiatori e turisti. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’entrata in vigore delle nuove norme sulla sicurezza dei voli sui liquidi che potranno essere trasportati a bordo degli aeromobili in base al Regolamento CE n. 1546/2006.

L’Italia che è leader nella qualità dei prodotti alimentari e bevande è – sostiene la Coldiretti – il paese europeo ad essere maggiormente penalizzato dai vincoli posti al trasporto a mano di liquidi comperati fuori dal sistema di controllo degli aeroporti. L’acquisto di una bottiglia di vino o di olio locali per ricordare un luogo appena visitato – afferma la Coldiretti – è uno dei comportamenti più diffusi, che alimenta una fiorente economia territoriale e dà l’opportunità di garantirsi dal viaggio un testimone unico per caratteristiche, qualità e gusto.

Infatti, sulla base di una ricerca dell’Istituto Piepoli-Leonardo-Ice a mantenere vivo il ricordo dell’Italia – sostiene la Coldiretti – per quasi uno straniero su due (45%) sono il cibo e il vino Made in Italy che raggiungono il valore più elevato per i cittadini svedesi (70%) e americani (58%) e il più basso per quelli cinesi (31%) e per i russi (28%). E secondo i dati dell’Osservatorio Internazionale del turismo enogastronomico – precisa la Coldiretti – per oltre i due terzi (68%) degli stranieri lo shopping del gusto è tra i fattori di scelta di una destinazione turistica.

Per l’Italia si tratta di una componente rilevante dell’economia, tanto che – conclude la Coldiretti – il vino Made in Italy nello scorso anno ha sviluppato un fatturato record di 9 miliardi di euro, 3 dei quali attraverso l’export, con quasi un terzo della produzione destinata ai 361 vini nazionali Doc e Docg mentre sono ben 37 le denominazioni di extravergine riconosciute dall’Unione Europea e l’Italia è il secondo produttore europeo di olio di oliva con circa 250 milioni di piante per una produzione nazionale media di oltre 600.000 tonnellate e un fatturato di circa 2 miliardi di Euro.

 

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