TRASPORTO AEREO. Ue chiede tariffe più basse per operatori e biglietti più economici per chi vola

BRUXELLES- Spese aeroportuali più basse per le compagnie, proporzionate al servizio offerto dagli aeroporti con l’obiettivo di rendere più economico l’acquisto del biglietto da parte di chi vola: e’ questo uno dei principali ingredienti della proposta di regolamento degli aeroporti europei presentato oggi dal Commissario responsabile per i trasporti Jacques Barrot.

Ogni aeroporto calcola attualmente le spese alle compagnie in base a criteri propri e differenziati e capita che ad una compagnia vengano chiesti più soldi che ad un’altra, falsando la concorrenza. La commissione europea vuole rendere questi criteri trasparenti dando ai vettori il diritto di conoscer nel dettaglio quanto e quali servizi pagano.

"Non abbiamo pensato ad imporre un tetto alle tasse che le compagnie devono pagare – ha spiegato il Commissario Ue- perché’ e’ giusto che esse siano proporzionate al servizio che l’aeroporto offre loro" che riguardano ad esempio gli scali per l’autobus, la sicurezza e l’ uso del terminal.

Questa trasparenza, calcola Bruxelles, permetterà alle compagnie di risparmiare sulle spese che oggi pesano tra il 4 e l’8% dei loro costi e di conseguenza di tagliare i prezzi dei biglietti. Sono state proprio le compagnie aeree a lamentarsi con la Commissione Europea per gli alti costi soprattutto nelle grandi città e non a caso, i 20 aeroporti piu’ cari del mondo sono in Europa.

Nella proposta c’e’ anche un piano d’azione globale per combattere gli ingorghi degli aeroporti europei che rischiano il collasso sotto il traffico dei passeggeri e dei cargo in costante aumento con cifre vicine al 5% annuo. Non solo: la Ue punta a sviluppare un piano per aumentare la puntualità’ dei voli e rinforzare le connessioni ferroviarie per gli scali più importanti.

Per quanto riguarda poi la trasparenza del biglietto agli occhi del consumatore, la scorsa estate il Commissario ha fatto approvare un regolamento, ora al vaglio del Consiglio dei Ministri dell’UE e del Parlamento, che si propone di imporre vincoli più rigidi alla pubblicità delle tariffe di viaggio, chiedendo dunque che il prezzo pubblicizzato sia effettivamente il prezzo finale che graverà sulle tasche del passeggero, inclusi tutti i vari oneri accessori, dalle tasse aeroportuali al costo di prenotazione e così via. Nonostante Barrot abbia esplicitamente dichiarato che la direttiva non è stata concepita specificamente per alcune compagnie, è probabile che quelle coinvolte maggiormente saranno proprio le low cost.

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