TRASPORTO AEREO. Ue: volo cancellato, rimborso minimo di 250 euro

Buone notizie per i passeggeri aerei dell’Unione Europea. Nel caso in cui un volo intracomunitario venga annullato, infatti, essi possono richiedere un risarcimento forfetario al giudice del luogo di partenza o di arrivo dell’aereo. La scelta del giudice, quindi, non dipende dalla sede della compagnia aerea né dal luogo dove il contratto di trasporto è stato concluso. In caso di pluralità dei luoghi di fornitura di servizi in Stati membri differenti, occorre individuare il luogo che assicura il collegamento più stretto tra il contratto in causa e il giudice competente, cioè quello dove, in forza del contratto, dev’essere effettuata la fornitura principale dei servizi. In poche parole, gli unici luoghi che presentano un collegamento diretto con i servizi, forniti in esecuzione degli obblighi derivanti dal contratto, sono quelli di partenza e di arrivo dell’aereo.

I passeggeri "rimasti a terra", secondo il regolamento comunitario sulla compensazione e l’assistenza passeggeri del trasporto aereo, possono ricevere un indennizzo compreso tra i 250 e i 600 euro. Queste informazioni arrivano dalla Corte di Giustizia dell’Ue che ha precisato le norme comunitarie, intervenendo in un caso che ha coinvolto l’Air Baltic: la compagnia aerea ha informato i passeggeri della cancellazione di un volo 30 minuti prima dell’ora di partenza; un passeggero ha richiesto alla Air Baltic il risarcimento minimo di 250 euro.

 

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