TRUFFE. Multiproprietà, MDC si costituisce parte civile contro Gran Hotel Grisone srl

Belle vacanze in montagna presso un’amena località sciistica. Era quanto si attendevano alcuni consumatori della provincia di Napoli al momento della sottoscrizione di un contratto di multiproprietà della struttura alberghiera Grand Hotel Grisone s.r.l. Ma il sogno è presto svanito nel nulla, dopo che l’immobile ha subito una serie di vendite "fittizie" da una società all’altra sino alla dichiarazione di fallimento nel 2006. Per difendere i cittadini incappati nella truffa, MDC Campania ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario che si svolgerà a breve.

La vicenda ha inizio nel 2004, anno in cui le sigg.re M., G., M., C. ed il sig. M. firmarono il contratto preliminare di vendita di una quota millesimale del Gran Hotel Grisone srl, situato presso Lago Laceno (Na). In base agli accordi, i consumatori avrebbero dovuto usufruire di una o due settimane di soggiorno presso la località di montagna, dietro il corrispettivo di 4mila o 9mila euro. Per i primi due anni tutto andò come previsto ma nel 2006 cominciarono i problemi. "I soci proprietari, – spiega il coordinamento regione Campania di MDC – senza tenere conto dei precedenti preliminari non formalizzati in atto pubblico, vendevano il 100% delle quote della Grand Hotel Grisone s.r.l. alla Immobiliare Emmeffe s.r.l. Roma, il cui amministratore unico era il Sig. Giorgio Zuliani, il quale ultimo diveniva anche amministratore unico della Grand Hotel Grisone s.r.l., la cui sede legale veniva spostata a Roma". Ecco dunque che nel giugno 2006 la struttura veniva chiusa, impedendo agli acquirenti della multiproprietà di trascorrervi la stagione invernale 2007.

Nel marzo 2007 i consumatori si rivolsero al MDC, dato che la società Emmeffe s.r.l. aveva a sua volta venduto le proprie quote millesimali del Grand Hotel Grisone alla Banca Italease S.p.A. A questo punto la situazione si ingarbuglia ulteriormente: la società Emmeffe s.r.l. stipulò con la suddetta banca "un leasing immobiliare nel quale – prosegue il Movimento Difesa del Cittadino – la Neam S.p.A., società capogruppo della Famiglia Zuliani, il cui amministratore unico era il sig. Tommasi Daniele (genero del sig. Zuliani), risultava utilizzatrice del bene. In pratica è accaduto che il sig. Giorgio Zuliani abbia venduto a se stesso l’immobile tramite un finanziamento, probabilmente per ricavare della liquidità".

Dulcis in fundo, a fine 2006 la Neam S.p.A., trasformata in Società in accomandita semplice e trasferitasi da Roma e Verona, viene dichiarata fallita dal Tribunale di Verona. Contro tale truffa, MDC ha deciso di assistere giudizialmente gli acquirenti, costituendosi parte civile nel processo penale che dovrebbe svolgersi a breve. "La Banca Ilalaese – ha affermato l’avv. Eugenio Diffidenti, Coordinatore Regionale del Movimento Difesa del Cittadino – dovrà riconoscere i diritti degli acquirenti beffati in conseguenza di un fallimento richiesto per il mancato pagamento di una "dubbia" operazione finanziaria, che in realtà era "una vendita a stesso" al solo fine di far ottenere della liquidità".

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