TURISMO. A Milano la Borsa internazionale. Diminuiscono gli italiani che vanno in vacanza

La crisi si riflette sul turismo. Nel 2008 il fatturato si è ridotto, la recessione si fa sentire anche sul versante della ristorazione e diminuiscono gli italiani che vanno in vacanza. Sono alcuni dei temi emersi dalla Borsa internazionale del Turismo in corso a Milano, che si è aperta ieri e si chiuderà domenica 22 febbraio. Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Turismo, ha sottolineato che è intenzione del Governo dare vita a una politica nazionale del turismo. "L’effetto della disastrosa campagna di comunicazione dei rifiuti di Napoli – ha osservato Brambilla – unito alla crisi, ha prodotto nel 2008 una riduzione del 6% e di 4 milioni di fatturato nel settore turistico pari a una riduzione dello 0.3% del nostro Pil". Il sottosegretario ha però osservato che nel medio termine il turismo può essere uno dei fattori di rilancio dell’economia. Secondo il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, "il turismo è un settore molto importante per il nostro Paese, che crea circa l’11% del Pil e occupa il 10% della forza lavoro. E’ un settore che non può essere lasciato in disparte, ma occorre che sia integrato con le altre politiche nazionali, ad esempio la politica ambientale o le infrastrutture".

2008 negativo per le strutture ricettive secondo quanto emerge dall’indagine Isnart-Unioncamere, presentata alla Bit: il settore chiude con una perdita di fatturato di 927 milioni di euro. Il dato è influenzato dal forte calo delle vacanze lunghe, con segnali positivi solo per Pasqua, agosto e Natale in montagna. E per il futuro le previsioni sono di un segno negativo fra l’1 e il 2 %. Nel complesso, gli italiani hanno effettuato 146,5 milioni di partenze (meno 5,6% rispetto ai 155,2 milioni registrati nel 2007) con una riduzione complessiva di camere vendute del 6,7% rispetto al 2007, con una perdita di fatturato del 6,2%. Sul fronte europeo si è registrata una forte crescita della domanda originata nei Paesi Scandinavi e in Russia, un trend di crescita stabile da Belgio, Olanda e paesi dell’Est Europeo, e una contrazione da Spagna, Regno Unito e Austria, cui si aggiunge il drastico calo dagli Stati Uniti.

Per quanto riguarda le previsioni, secondo Isnart-Unioncamere circa 4 milioni di italiani svolgeranno una vacanza tra gennaio e aprile 2009, a cui sono da aggiungere circa 7 milioni di probabili viaggiatori. Cioè, circa 2 milioni in meno rispetto al 2007. La metà resterà entro i confini nazionali. Tra le regioni più gettonate la Toscana, il Lazio, l’Emilia Romagna, mentre 2 milioni e mezzo si recheranno all’estero (Francia, Spagna, Inghilterra/Galles) e circa due milioni dichiarano che andranno sia in Italia sia in altri Paesi.

E durante la Bit è stato presentato il protocollo d’intesa sul turismo firmato tra Italia, Francia e Spagna: i tre paesi costituiranno un gruppo di lavoro per elaborare il progetto che prevede l’elaborazione e la diffusione di prodotti turistici internazionali comuni. "I flussi turistici sono oggetto di spinte centrifughe che tendono ad allontanarli dall’Europa, le quote di mercato dei nostri tre Paesi si stanno gradualmente assottigliando – ha detto Brambilla – Il senso dell’accordo è quello di tutelare e rafforzare l’identità di tre Paesi che, disponendo di un patrimonio di storia, cultura e tradizioni unico al mondo, possono realizzare in maniera congiunta strategie, sistemi di promozione e pacchetti turistici integrati in grado di fronteggiare meglio la concorrenza di altri mercati. Si tratta del primo passo, sarà anche nostro compito fare pressing sull’Unione Europea perché adotti normative che rafforzino la politica dell’Europa in questo nevralgico settore".

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