TURISMO. Adoc contraria a tassa di soggiorno: a Roma possibile flessione del 7% turisti

Tassa di soggiorno, l’Adoc dice no. Una contrarietà netta da parte dell’associazione che paventa un possibile calo di presenze fra il 5% e il 7% nella Capitale, con ripercussioni particolarmente negative per i bed&breakfast. Contrarietà anche nei confronti dell’ipotesi di estendere la tassa ai musei, perché le visite sono già in calo.

"La tassa di soggiorno è obsoleta e iniqua, in grado di danneggiare pesantemente il turismo della Capitale – ha detto Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – il settore, nonostante sia cruciale per l’economia romana e nazionale, è già in difficoltà a causa della crisi, più che aggiungere tasse di soggiorno si sarebbe dovuto introdurre incentivi e agevolazioni per i turisti in visita nella Capitale e rilanciare il movimento. Dall’inizio della crisi le strutture alberghiere romane hanno perso in media il 25% di presenze, con punte del 40% e per quest’anno la situazione è altrettanto grave. Prevediamo infatti un calo del 10% delle presenze di turisti a Roma rispetto al 2009, il "contributo di soggiorno" potrebbe contribuire ad un ulteriore calo tra il 5 e il 7%".

L’associazione è particolarmente critica nei confronti dell’ipotesi di far pagare la tassa di soggiorno ai turisti che alloggiano nei bed&breakfast, perché considera che con un euro a persona a notte per un prezzo medio di 35 euro, una famiglia di quattro persone pagherebbe per il solo fine settimana il 22% in più rispetto a oggi.

C’è poi il rischio, afferma l’Adoc, che la tassa gravi sui musei, settore in crisi nonostante prezzi accessibili: "I musei di Roma hanno un costo d’ingresso inferiore in media del 21,6% rispetto ad altre capitali europee – continua Pileri – escludendo Londra, dove i principali musei prevedono un ingresso gratuito. Aggiungere una tassa li renderebbe meno convenienti, aumentando di conseguenza la crisi del settore. Difatti, nonostante i prezzi bassi e gli orari d’apertura estesi i musei romani segnano un trend negativo di presenze, in calo medio del 5% rispetto allo scorso anno, solo i Musei Vaticani hanno visto una crescita, pari a circa il 3%, con oltre 4 milioni di visitatori l’anno. Rapportato ai musei delle altre capitali europee è comunque un’affluenza bassa, se pensiamo che a Londra solo il British Museum ha un’affluenza di circa 8 milioni di visitatori l’anno e a Parigi il Louvre si attesta sui 6 milioni di euro".

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